lunedì 5 marzo 2007

con i gay

Commentava Luca: I gay? Quante volte mi son sentito dire "Avete un lavoro, magari un fidanzato, nessuno vi perseguita, ma che volete di più?" Ovvero, in altre parole: nessuno vi mette in galera perché vi inchiappettate, anzi siete liberi di farlo a casa vostra, ma non rompete! Proprio l'altro giorno, un tizio che conosco, comunistissimo, di idee aperte quanto vuoi, che "ha tanti amici omosessuali" (come odio sentirlo dire!), affermava che le priorità del governo ora non sono quelle di legalizzare "due froci che fanno incularella". Dimenticando che è questione di rispetto (che lui stesso non ha nei confronti dei suoi numerosi amici gay, dicendo questo alle loro spalle) e che uno Stato ha dignità solo se ce l'hanno tutti i suoi cittadini.

Invece, secondo la raffinatissima Binetti, i gay sono "deviati". Verso dove, non si sa. Certo è che in un paese civile, la responsabile di simili affermazioni razziste verrebbe immediatamente cacciata via dal Parlamento, con pubblico biasimo delle più alte cariche istituzionali (vero, Mister President?).
Ricordate i vari manifesti della razza, italici e tedeschi? Be', la Storia spazzò via quei vomiti ideologici. Ma da troppo abbiamo abbassato la guardia, e il Tempo ci sta dando una pesantissima lezione.
Il 10 marzo venite a Roma: c'è una manifestazione dichiarata come solidale verso i gay; in realtà ci stiamo giocando tutti qualcosa.
Dice: ma sei gay? E che domanda è mai questa!?

Il sindaco di Berlino è gay, ma nessuno va ad indagare nella sua camera da letto; semmai ci si chiede come operi a livello amministrativo e politico. Bene, secondo molti.
Veltroni è etero, ma perde tempo all'ombra dei lucchetti in fiore di Moccia, il mediocrissimo scribacchino che ha fatto la sua fortuna cogliendo l'attimo giusto e invitando una gioventù senz'anima a insozzare una città già sfiancata.

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