martedì 15 maggio 2007

dENntro DEi MOLli

Per me questo è un campo minato: chi mi scrive privatamente sa cosa faccio e con chi.
L'acquisto di Endemol da parte di Mediaset sarebbe cosa normale se questo fosse un paese normale, ma le condizioni politiche e industriali sono tali che non si può essere felici di questo straordinario colpo di mercato.
Chiariamo subito una cosa: da sempre la sinistra vivacchia con queste logiche trasversali. E nessuno si è mai sognato di attribuirle l'afflato orwelliano di fondo, che comunque in linea di principio c'è tutto.
Quello che alla casalinga di Voghera ovviamente non è chiaro è che in questo modo Mediaset potrà condizionare pesantemente le logiche strategiche della sua diretta avversaria. Il che significa:

  • riduzione dei posti di lavoro
  • mancanza di spazi alternativi (corollario drammatico della riduzione dei posti di lavoro)
  • diminuzione della eterogeneità delle produzioni
  • totale impossibilità di fare cultura altra - non per forza di denuncia e/o di sinistra

È ovvio che, analizzando un panorama simile, vien da pensare che le responsabilità immediate vadano attribuite anche alla dirigenza Rai, per due sostanziali motivi: mancanza di strategia (a quei livelli si risolve con dimissioni o licenziamenti dei dirigenti stessi), imbarazzante incompetenza in materia.
Su questo secondo punto vanno chiariti due aspetti. Il primo è immediato: perché da almeno dieci anni le produzioni interne alla Rai son state ridotte al nulla? Mancanza di fiducia nei confronti dei propri autori? Consapevolezza che buona parte di essi proviene da familismi e clientelismi vari (quindi non provati da adeguata competenza)?
Il secondo è noto: da sempre la Politica permea la Rai in ogni possibile stipetto; questo golem informe ha ormai raggiunto il massimo livello di putrefazione, e questi sono i risultati più evidenti. Il maligno che è in me aggiungerebbe che qualche dirigente sarà stato tentato di rallentare la Rai per motivi ideologici propri, ma è un venticello calunnioso purtroppo non comprovabile.
Detto ciò, gli altri protagonisti negativi sono stati i sindacati. Si son così soffermati su questioni ideologiche, procurandosi solo spazi propri di dialettica inconcludente, senza mai esprimere un'adeguata competenza di fronte al futuro che avanza.
C'è una sola cosa che però trovo assurda. I Wu Ming, i Sofri, gli Augias, i Fazio e chissà chi ho dimenticato, esprimeranno viva preoccupazione per i nuovi assetti televisivi... ma intanto lavorano da sempre anche per Berlusconi (Mondadori, Einaudi...). Sottrargli da sotto i piedi il proprio talento sarebbe una prova di coraggio e di coerente dignità anche e solo professionale.
Sabato avevamo raggiunto il fondo; ieri siamo andati oltre.

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1 commento:

osservatrice (ogni tanto) partecipante ha detto...

In fondo non è stato un ex DC, che ancora siede su una poltrona di Palazzo Madama, una poltrona peraltro molto particolare, caratterizzata da un solco singolare sullo schienale, a dire: "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende"?!