domenica 4 novembre 2007

le scuse di Chiaberge
il silenzio dei soffritti

Quando parlo giustamente male di Sofri e dei suoi accoliti, parte dei miei lettori ammette di non capirne la necessità. Perché guardare a quel passato? Perché ostinarsi a colpire pure i figli di quella gente che, malgrado siano mediocri, occupano posti immeritati solo perché appartengono alla Famiglia? Caro Alessandro, son caratteristiche italiane che mai e poi mai potrai cambiare!
Il che mi fa venire in mente un vecchio adagio di alcuni miei colleghi che, dimostrando di non saper conoscere la gente, mi provocano con un “adesso con chi hai litigato”? Sciocchi loro e sciocchi quelli che sbavano dietro ai cuccioli di queste petulanti famiglie.
Lotta Continua occupa posti di potere e di intellighenzia non indifferenti, di ineludibile rilevanza politica e culturale. Eppure l’Italia patisce quel che sta patendo proprio perché questa gente di mali ne ha fatti a suo tempo, e questi mali continua a difenderli - e a perpetuarli coi propri figli. I veri rumeni da cacciar via a ceffoni sono loro, altroché.
Poi, una volta ogni morte di papa, ci stanno le eccezioni: oggi, sul Domenicale del Sole24Ore, Riccardo Chiaberge ammette di essere stato un po’ discolo in quegli anni, di aver sbagliato il suo allora salottiero tolleranzismo nei confronti dei terroristi rossi.
Personalmente”, scrive il dotto direttore, “non ho mai smesso di pentirmi di aver firmato quel documento contro Arrigo Levi (documento da cui Casalegno si dissociò, aderendo alla benvenuta linea dura promossa dal Corsera di quegli anni, ndr). E gli altri della lista? Coraggio, colleghi, se ci siete battete un colpo”.
A volte un comportamento è dannoso tanto quanto un colpo di pistola. Unite l’algida e novrotica cattiveria di certi freddi individui con un debosciato pronto a tutto, e avrete la morte del Commissario Calabresi (il primo cui ho pensato leggendo queste righe).
Io mi aspetto che le anime belle di quegli anni finalmente ci dicano come stanno le cose, mi aspetto che si levino di torno, mi aspetto che diano spazio meritocratico a tutti e non per forza ai propri pupattoli, mi aspetto che voi che siete arrivati fino a queste righe, cominciate a ragionare con la vostra testa e vi liberiate di certi link, di certi luoghi comuni… mi aspetto dignità, coerenza e rigore. Mi aspetto molte scuse da molti cattivi maestri.

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