mercoledì 9 gennaio 2008

libri di pensatori
per pensare senza fatica

La mia indole di collezionista indomito di libri si sta dissolvendo nel tempo: vuoi perché son stanco di rincorrere testi con una sola virgola di differenza da quelli già in mio possesso; vuoi perché non ho più le spalle coperte, e la passione costa, anche nel caso di testi di facile reperibilità.
Fatto sta che ho delle vere e proprie chicche di alcuni tra i miei autori più amati.
Oggi mi affido alle menzogne della rete per inseguire quel che resta dei miei amici: la Sellerio, per esempio, ha fatto uscire Milano è una seconda Parigi per la vellutata collana Il divano, che mai avrei comprato (visto che Milano NON è neanche paragonabile a Roccacanuccia, figuriamoci a Parigi) se non per il fatto che due pagine vedono la scrittura di Byron (5 euro a pagina, in fin dei conti).
Ci sono anche Shelley, Wilde e altri amici di sempre che raccontano con grazia quella porzione del proprio grand tour che riguardava il capoluogo berlusconiano.

C’è poi un altro tipo di testi da cui rifuggo per provata esperienza: i saggi italici, in particolar modo quelli in cui l’autore si fa le pippe su se stesso col pretesto di parlar d’altro, magari di suoi inarrivabili e invece credibili colleghi.
Ma, seguendo quanto premesso prima, mi son comunque piegato a leggere Maestri irregolari di Filippo La Porta, noto per la sua penna in quel del Riformista.
L’ho acquistato solo perché in 7 pagine si parla di Camus, in altre 14 di Pasolini e Orwell (50 centesimi di euro a pagina), o almeno così dicevano le sgangherate critiche che avevo letto in giro.
Invece è un testo in cui l’autore racconta con composto entusiasmo il perché alcuni pensatori del secolo scorso siano stati e saranno così nodali, e lo fa con affabili rigore, puntualità e puntigliosità dialettica.
Imparerete ad apprezzare o a conoscere anche altri personaggi sempre trascurati ma mai inutili come: Nicola Chiaromonte (gli intellettuali ombreggiano con metafore l’immane rovina che i cicloni lasciano dietro di sé), Simone Weil (qui veramente interessante dopo che l’avevo odiata per anni grazie ai salotti femminili nostrani), Ignazio Silone (che continuo a trovare un bluff letterario agghiacciante), Arthur Koestler (di cui conoscevo solo i diari), Hannah Arendt (finora sin troppo banalizzata da Flores D’Arcais), Carlo Levi (reso ottimamente scomodo dalle analisi di La Porta), Ivan Illich (di cui so nulla).
In tutto fanno 24 euro: come una carbonara dal Piccolo Alpino qua sotto.



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