giovedì 7 febbraio 2008

mind the wild

Premessa 1 - Lo sapete, non piacciono i piagnoni e/o quelli che scappano. Proprio non li sopporto.
Premessa 2 - Da cosa cavolo fuggite?
Premessa 3 - Un film tratto da un libro può esserne o il prolungamento ideale, o la sua esatta traduzione, o conservarne il sapore ma restituendo una trama diversa, o ispirarsi ad esso... oppure niente di tutto questo.
Premessa 4 - Sean Penn è un deliziosissimo figlio di puttana. Ha girato il più bel film degli anni '90, peccato che durava solo 11' ed era affogato dentro altri dieci film sul tema dell'Undici Settembre.

Into the wild è un buon film, ma non rispetta in alcun modo la sfericità del libro (vedi premessa 3) , riducendo la scelta del protagonista a una mera fuga (premesse 1 e 2), in buona parte a un'esplicita fuga dal padre (vale comunque la premessa 1).
Il libro - che poi è un resoconto giornalistico e nulla più - non forza la mano su nulla e secondo me non è neanche un canovaccio su cui ci si potrebbe giocar sopra. Sia perché parla di un fatto realmente accaduto, sia perché di questi tempi di fughe ce ne son troppe (sempre premesse 1 e 2): è ora che la gggente riscopra la propria dignità sin troppo sopita.
Vi dirò: non mi sono neanche commosso (vedi premessa 4).
Mi ha colpito semmai la bellezza delle persone incontrate dal protagonista durante il suo lungo tragitto verso l'Alaska. Come anche - ma solo figurativamente - come Penn è riuscito a rendere il panico da metropoli che attanaglia il giovane Supertramp.
E mi ha folgorato la Natura, quel poco che Sean Penn ha voluto regalarci (veramente troppo poco).
Scena da salvare: la discesa giù per le rapide e... la musica (a volte stucchevole).
Da accorciare: gli ultimi dieci minuti.
Da tagliare: la scena del poliziotto che bastona il protagonista.



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2 commenti:

martina ha detto...

ciao scusa, da quanto ho capito hai letto il libro "into the wild" siccome io ho visto solo il film, e mi è piaciuto tantissimo specialmetne dopo aver visto che è una storia vera e che una persona è stata veramente capace di decidere di itntraprendere un viaggio simile. Volevo chiederti se esiste una traduzione in italiano del libro.
grazie mille

Martina

AL ha detto...

Haivoglia: chiedi del libro di Krakauer, anche nella peggiore delle librerie. Adesso credo sia edita da Corbaccio.
Se sei di Roma, vai alla libreria di Luca delle "Fate" (il link è qui accanto) così me lo saluti.
Alessandro