venerdì 9 maggio 2008

il Giorno della Memoria?

Oggi sarebbe la Giorno della Memoria, istituito con Legge n. 56/2007, e dedicato alle vittime del terrorismo.

Scrivo "sarebbe" perché l'averla fatta coincidere con quella dell'uccisione di Aldo Moro è stata una furbata scandalosa, che di fatto ha distolto il nostro sguardo dalle vere vittime del terrorismo, cioè i vivi - parenti/amici sopravvissuti, e massacrati dal dolore per morti così "inutili".

Indicativo che non si sia posta come data quella della Strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969, per mano di organizzazioni neofasciste), o - ad essere più strategicamente istituzionali - a quella dell'
omicidio Calabresi (17 maggio 1972, per mano di Sofri, Pietrostefani e Bompressi).

Indicativo, insomma, che si voglia spostare l'attenzione sull'unico veramente noto, piuttosto che sui
tanti ignoti (per tacer del fatto che oggi son passati trent'anni anche dalla morte di Peppino Impastato, per mano della Mafia).

Ne avrò scritti di post a riguardo, su quanto cioè le conventicole del '68 influiscano ancora sul nostro andazzo quotidiano. Ma purtroppo la sensibilità dei lettori si sposta verso questioni ritenute più vicine e importanti, senza immaginare quanto invece queste ipocrisie siano la chiave per capire il letamaio sinistrorso che ci sta soffocando tutti.

Del resto, basta fare un copiaencolla degli intellettuali che firmarano contro Calabresi per capire molte cose.

Quella più immediata è che reputandolo di fatto responsabile di qualcosa di molto più grande di lui, lo lasciarono solo, mettendone a repentaglio la vita e additando alla figura del poliziotto (nel senso più generico del termine) un'essenza negativa di cui oggi vediamo ancora le malefiche conseguenze.

Leggete questi nomi, e chiedetevi cosa fanno ora, dove lavorano, e quanto ancora influiscano sulla cultura, sulla politica e aulle amministrazioni di questa Italia.

Capirete anche perché certi cattivi maestri dettano ancora legge e moralismi, nonostante abbiano la coscienza e le mani lorde di sangue innocente.

Alla fine della lista, vi farò qualche domanda.


Enzo Enriques Agnoletti, Giorgio Amendola, Franco Antonicelli, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti,
Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Giampiero Borella,
Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini,
Gillo Dorfles,
Umberto Eco, Giulio Einaudi,
Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini,
Giovanni Giudici, Vittorio Gorresio, Ugo Gregoretti, Renato Guttuso,
Margherita Hack,
Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy,
Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini (
il cui figlio Paolo ammazzerà Walter Tobagi), Alberto Moravia,
Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono,
Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio,
Folco Quilici,
Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella,
Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari, Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano,
Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani, Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani,
Emilio Vedova, Lucio Villari,
Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.


A parte gli ormai deceduti, quanti di questi hanno mai chiesto scusa alla famiglia Calabresi o (se hanno timore di un contatto così diretto) compiuto un plateale gesto di esemplare rimorso di fronte agli italiani tutti?

Solo una di questi firmatari ha patito il dolore per la scomparsa di un congiunto, è vero, ma mentre compiva un atto teroristico...

Ma la vera e unica domanda che dovreste porvi è: ricordate almeno un nome di una vittima del terrorismo?



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