lunedì 9 giugno 2008

Gomorra

Ucciso da pessimi registi come Moretti, Salvatores e Tornatore, il cinema italiano sta faticando terribilmente a uscire fuori dalla gora di mediocrità che questo trio aveva inesorabilmente imposto per anni.
I nuovi registi che sono alle porte, credo stiano finalmente sradicando l'andazzo generale, con opere veramente interessanti e potenti (Ozpetek, Garrone, Molaioli e Sorrentino tra tutti).
L'unico vero problema forse è che ancora non c'è una buona e nutrita scuola di attori nuovi che sappia aiutare questi registi nell'opera di rinnovamento, necessaria e benvenuta.
E anche i buoni produttori latitano (Procacci è un caso a parte).
Garrone ci aveva già deliziati con L'imbalsamatore prima e con Primo amore poi. Una regia sofisticata, attenta, a volte addirittura rischiosa e riconoscibile.
Al servizio di testi difficili da rendere visivamente, Garrone si è rivelato sontuoso autore senza presenzialismo, senza le solite appiccicosità all'italiana, senza quella puzza di tinello e aglio che tanto caratterizzava robaccia come Nuovo Cinema Paradiso o Mediterraneo.
Ma la cosa veramente eccezionale è che Garrone ha sacrificato tutto questo, ha eliminato ogni sua indole egotistica per costruire Gomorra, vero caposaldo del cinema di denuncia. Concreto, attuale, con uno sguardo rivolto al futuro, con un denunciare realtà attuali (facile denunciare il passato prossimo), con una spontaneità controllata, senza fronzoli e chiacchiericci, senza condannare arbitrariamente ma nello stesso tempo con un afflato di indignazione e denuncia che lo spettatore è costretto a fare propri.
Gomorra è l'esatto e nitido punto di partenza attraverso cui gli autori seri e moderni dovranno costruire il vero cinema di denuncia.
Gomorra è quel film che ci potrà far dire ai soliti noti, tanti e troppi: "ora sai, hai visto... COSA FAI TU PER COMBATTERE?".
Dirò provocatoriamente che se fossi un politico, dopo aver visto Gomorra mi dimetterei. Sì, mi dimetterei.
Perché un paese che ha bisogno di un film così esatto per conoscere e sapere realtà che invece sopravvivono da anni, grazie alla viltà del popolo e all'inazione dei politici (tutti!)... un paese così, merita una rivoluzione radicale, totale, addirittura sanguinaria e violenta, in cui anche gli spettatori silenti e/o compiacenti devono pagare qualcosa.
Non si può sopravvivere e andare avanti come prima, dopo aver visto Gomorra.
Altrimenti si è complici.
Punto e basta.

Nessun commento: