martedì 23 settembre 2008

praivaci

Qui in azienda è possibile sapere cose segretissime senza mai muovere il culo dala propria sedia.
Ho scoperto che una tizia famosa è frigida.
Un vecchio regista ha i mesi contati per colpa di un cancro incurabile: soffre non tanto per il tristo destino, ma perché sa di essere stato un enorme stronzo in vita e che al suo funerale non verrà nessuno, soprattutto sua figlia.
Un sessantenne complessato sta perdendo ogni raccomandazione possibile ed immaginabile.
Due tipe sono lesbiche e hanno paura di dirlo ai rispettivi mariti.
Un'altro è gay (ecco il perché dell'apostrofo) e si è innamorato di un collega, notoriamente bisessuale.
Un tecnico, fascista fino al midollo, è targato dal gruppo dei dalemiani e può fare quello che vuole.
Una tipa ha appena fatto un servizio a un collega...
Come faccio a sapere queste cose? Semplice: ho la porta della stanza aperta. I tipi sopraindicati parlano al cellulare passeggiando sul corridoio antistante il mio ufficio, anziché mettersi sul balcone o rimanere nella propria stanza (o - magari! - limitare le proprie chiamate personali fuori dall'orario di lavoro).
Dico: diventa poca cosa la voce sbarazzina sugli almeno mille esuberi Alitalia che verranno buttati qua dentro.

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