giovedì 30 ottobre 2008

lo sterco del demonio


Una volta tanto, nel loro essere irregimentati, questi giornalisti italici si son traditi con le stesse riprese che hanno girato. È vero, non le hanno contestualizzate, il che consente a sòra Maria di mantenersi ben stretti i propri preconcetti, ma almeno il documento visivo permane a futura memoria.
Chi non conosce Roma, e chi non conosce le regole civili di una manifestazione, farebbe bene a leggere le poche righe che seguiranno.
In quello specifico posto un camion non può entrare, a meno che non faccia un paio di infrazioni belle e marchiane, che anche il peggiore dei vigili non potrebbe che scoraggiare energicamente, anche e soprattutto durante uno status di emergenza qual è una manifestazione (di giovanissimi, aggiungo).
Il motivo è semplice: quella piazza è sempre stracolma di pedoni, addirittura di tavolini che fisicamente impediscono l'ingresso di un camion di siffatte dimensioni.
Secondo dettaglio: quando si fa una manifestazione, si dichiara l'esatto numero dei mezzi di locomozione impiegati, che potrebbero addirittura essere soggetti a perquisizione prima della manifestazione stessa. Qualsiasi altro mezzo non previsto, viene immediatamente se-que-stra-to. All'istante.
Terzo dettaglio: se durante una manifestazione, un mezzo di quelle dimensioni entra a passo di carica, inchioda, fa scendere degli energumeni che cominciano a impugnare spranghe, la polizia è autorizzata ad intervenire immantinente, addirittura senza consigliarsi con il Ministero. Almeno uno dei perché è intuibile: anche e soprattutto per l'incolumità degli stessi militi.
Quarto dettaglio: durante queste simpatiche riprese, a scontri conclusi, uno dei ragazzi di destra fermati in un cerchio preventivo, rifiuta di sedersi come viene imposto agli altri ragazzi. Il poliziotto gli intìma di obbedire, e il ragazzo risponde "... vi conosco, ci conosciamo...".
Quinto dettaglio: esattamente come a Genova, i poliziotti hanno assistito senza intervenire, caricando dopo almeno cinque minuti, che in una rissa generalizzata sono un'eternità. Tra i compiti previsti della polizia c'è anche quello - sembra paradossale - di tutelare anche i manifestanti. I cordoni in divisa cioè proteggono il fuori e il dentro, sia la cittadinanza che i manifestanti.
La scelta di questo governo di perseguire così platealmente i consigli di Cossiga, dà l'esatta misura della pochezza dell'Opposizione, della pochezza democratica dell'Esecutivo (che peraltro continua a rendere antipatica alla gente la figura delle Forze dell'Ordine), della pochezza effettiva degli strumenti che Napolitano avrebbe per intervenire in qualche modo.
Sarà capitato a molti di voi: in questi giorni il Quirinale sta facendo girare una risposta del Presidente della Repubblica, per voce di uno dei suoi addetti, che dichiara di non poter intervenire sul merito delle leggi (aggiungerei "vergognose") di questo Governo, se non dopo i rilievi istituzionali degli uffici preposti alle analisi giuridiche.
È vero anche che alcuni predecessori di Napolitano parlavano comunque, spesso spostando l'ago della bilancia verso attitudini più democratiche. Ma del resto, questa è l'Italia del silenzicchio attendista ad ogni costo.
Qui in Rai la Cgil ci ha abbandonati da tempo; più in generale Veltroni straparla senza costrutto (da tempo urlo di inventarsi un Aventino, peraltro fisicamente è a cento metri dal loft del PD).
Ma se nella nostre case di sinistra ci sono straccioni che sanno di essere liberi di diffamare approfittando anche loro del fatto che ogni parvenza di struttura civile è saltata, che si permettono di non accettare il confronto, di scrivere bugie, di buttare tutto in caciara, chiudendo la porta in faccia a ogni possibile contraddittorio... insomma, se lo facciamo anche noi tra di noi, che denunciamo questo schifo di sistema cui siamo placidamente arrivati, da cui però prendiamo limiti e imiti, ma come possiamo minimamente pensare di poter essere esemplari per questi giovani senza futuro?

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