mercoledì 1 ottobre 2008

Roma chiama Sagunto

Casetta Mattei:
poliziotto picchiato dalla gang di teppisti
che spadroneggia nel parco
di Paola Vuolo

ROMA (30 settembre) -
L’ultima vittima della banda del parco è un poliziotto. Domenica scorsa, i bulli che da un anno dettano legge a Casetta Mattei, lo hanno picchiato e mandato in ospedale: gli hanno fracassato un timpano e sono andati pure sotto casa sua a minacciarlo. «Sbirro bastardo, sei una guardia infame, attento a te». I picchiatori sono una quindicina di ragazzi dai 17 ai 19 anni, che si sono impadroniti del parco di via della Contea, lo considerano terreno loro e guai a chi vi mette piede per una semplice passeggiata. Domenica mattina però nel parco un po’ di gente c’era, anche il poliziotto era lì con la famiglia, e dopo un po’ è piombata la banda dei bulli. Hanno cominciato a dire che uno di loro si era perso il telefonino, facevano un gran chiasso per attirare l’attenzione e chiedevano a chi c’era se per caso avevano visto un cellulare. La sceneggiata è andata avanti per qualche minuto, poi la banda si è avvicinata al poliziotto chiedendo del telefonino. Il poliziotto ha risposto che del loro cellulare non ne sapeva nulla e ha suggerito ai ragazzi di comporre il numero per sentire se squillava. «Questi so’ bastardi», ha risposto uno del gruppo indicando alcuni anziani che stavano sulle panchine, «dicono che siamo noi i delinquenti, vorrei proprio sape’ che fine ha fatto il telefonino. Ma se pensano di farci dispetto si sbagliano, noi li bruciamo a tutti». Il poliziotto che si era rimesso a sedere sulla panchina, si è alzato per intervenire e sono partite le botte. La gente è scappata, il poliziotto è rimasto a terra col timpano sfondato. Al parco di via della Contea è arrivata l’ambulanza e cinque macchine delle volanti, l’agente visitato al San Camillo ha una prognosi di 8 giorni. Sull’aggressione indagano i poliziotti del commissariato san Paolo, che hanno già identificato e denunciato a piede libero uno dei picchiatori, un giovane di 17 anni, con precedenti per furti. Il giovane abita nella zona, e gli investigatori ritengono che anche i complici abitano a Casetta Mattei, hanno anche una rosa di nomi di sospettati e molti di loro hanno precedenti. Dalle testimonianze raccolte nel quartiere, sembra che la banda agisca come un piccolo commando: si è impadronita del parco impedendo alla gente di frequentarlo e di portarci i bambini. I bulli piombano nello spazio verde e se ne impossessano spaventando la gente. A volte la banda si divide e i due gruppi fanno praticamente la ronda dandosi il cambio. La settimana scorsa un signore era andato a passeggio nel parco, e dopo un po’ era stato infastidito dai giovani: reazione l’uomo gli ha detto di andare a giocare da un’altra parte, ma dopo qualche ora si è ritrovato un gatto morto nel giardino di casa. Dopo l’aggressione di domenica mattina, i bulli hanno avuto il coraggio e la sfrontatezza di andare sotto casa del poliziotto insultandolo e minacciandolo: «Perché le guardie, a noi, ce fanno proprio schifo».

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