venerdì 13 novembre 2009

l'orchestra elettrica di Miles Davis



19 agosto 1969. Mentre si ripulivano i prati di Woodstock, Miles Davis portò in studio un’«orchestra» senza precedenti: tredici solisti con chitarre e tastiere elettriche, quattro percussionisti, un clarinetto basso, un sax soprano. Con qualche appunto sulla carta e dopo solo una serata di prove, in tre mattine si registrò un disco la cui portata storica fu subito chiara.
D'ora in poi, quando si parlerà di saggi, nel senso veramente vero del termine, bisogna aggiungere "come il Bitches Brew di Enrico Merlin e Veniero Rizzardi".
Il primo è noto per aver catalogato l'opera omnia del grande artista "abbronzato", il secondo per aver studiato Luigi Nono in profondità.
È un corposo e complesso saggio "sistemico", attraverso cui cioè riesci ad esplorare tutto: il contesto, i fenomeni sociali, gli aspetti estetici, artistici e tecnici.
Raramente due italiani hanno messo in piedi un'opera simile: ve ne consiglio caldamente l'acquisto.

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