lunedì 30 novembre 2009

noterelle a margine di 2012

Francamente mi sfugge perché la critica nostrana si accalchi contro filmetti come questo: è divertimento, giusto? Ma che vi frega del "messaggio"!
Fatto sta che bisogna disordinare gli archivi mentali per ricordare che alcuni punti nodali della trama somigliano largamente a quella di Quando i mondi si scontrano (del 1951 e già abusata per Deep Impact e Armageddon, e che stranamente Wikipedia racconta bene).
Lì era un pianetone di passaggio che spaccava tutto, e i più furbi/ricchi ci montavano sopra al galoppo - già, sul pianetone - con un'astronave costruita in fretta e furia con i soldi dei ricconi, lasciando la Terra in frantumi con tanto di poveracci che schiattavano ovunque; qui il pericolo viene dalla pancia del nostro pianeta (tipo The core, per intenderci), e i furbi/ricchi metton su sei archette immense per galleggiare sopra gli tsunamoni, lasciando la Terra in frantumi con tanto di poveracci che schiattano ovunque.
Tra tutti i film catastrofici di questi anni è comunque il più lento, e troppo attento a far finta di seguire anche i (prevedibili) rapporti umani, tanto che certi dialoghi sono addirittura ridicoli in un contesto così giocherellone.
Però tra le pieghe di una trama esile esile (a tratti noiosetta) ritornano alcuni temi cari a certi film bacchettoni: la famiglia divorzianda che si riunisce, la facilona siliconata che affoga salvando però una vergine, il miliardario egoista che muore a pochi centimetri dalla salvezza riscattandosi all'ultimo secondo, le religioni impotenti di fronte alla Natura, i figli del riccastro che da stronzissimi diventano buoni come il pane, la vittoria dei moniti degli ambientalisti mai ascoltati e derisi ad oltranza. Insomma, tutti canoni che recentemente erano stati un po' messi da parte.
Certo è che il vero e involontario "messaggio" serio resta lì ben scolpito e trova conferme nel nostro cinismo: se una cosa del genere dovesse verificarsi, ci comporteremmo così da stronzi?
Buoni, buoni, non commentate in massa... facciamo così: proviamo a buttarla in caciara e vediamo cosa succede.
A latere: l'ho visto al Reale, a pochi passi dalla cosiddetta Casa di Dante (anche se non ci ha mai abitato) in quel delle pendici di Trastevere. È una sala spellacchiata ma commovente che mi ricorda quelle zozzette, scomode ed evocative che frequentavo da bimbo. Appena il film ci dice che a restare accanto alle popolazioni condannate avremo solo il Presidente Usa (nero of course) e... il Primo Ministro italiano, la sala è scoppiata in una risata fragorosa. Chissà perché...

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