mercoledì 9 dicembre 2009

quando l'onlus...

Parlerò per enigmi solo come forma di rispetto per la "vittima" di questa storia.
Accade che una persona che conosco fa(ceva) un lavoro complesso che le faceva guadagnare tantissimo. Un lavoro in cui puoi andare avanti solo se vali; altrimenti vai a fare qualcos'altro.
Fatto sta che questa persona decide di fermare la sua carriera, perché una volta accumulati un po' di dindarelli, è anche necessario dedicarsi al prossimo. Per cui questa persona va da una straordinaria onlus, una delle poche affidabili e dal forte respiro internazionale, e gli dedica a costo bassissimo quel talento finora remunerativo. L'onlus gongola di gioia e le mette a disposizione uno staff per poter adempiere al meglio quelle complesse mansioni.
Un bel giorno questa persona decide di provare a farsi il più grande regalo che una donna possa donare all'universo: un figlio. Durante il periodo di gestazione, il comportamento dell'onlus diventa via via più gelido. La nostra persona, insomma, capisce che la pancia piena di vita non piace a questi volontari. Tanto che per puro sbaglio incorre in un annuncio dove legge che proprio quell'onlus sta cercando una figura professionale: la sua!
Appena partorito il figlio della vita, quindi, la nostra persona si ritrova dietro una scrivania a fare quasi nulla, demansionata e senza più staff.
Ho la vaga impressione che nella prossima dichiarazione dei redditi riprenderò a donare il mio cinque per mille alla comunità ebraica...

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