domenica 10 gennaio 2010

la morte di Dan O'Bannon

Uno dei reati commessi costantemente dai giornalisti è il mistificare la realtà o - peggio ancora - inventarne una che non esiste. Il che, a volte, porta anche alla morte piscofisica di certi personaggi straordinari. Uno di questi è Dan O'Bannon, che alla fine è morto anche fisicamente il 17 dicembre scorso.
Dan chi?, direte voi.
Ebbene, mai nessuno gli ha tributato legittimi e ampli meriti cinematografici: accadeva solo durante gli incontri tra noi appassionati, o nelle chiacchierate all'ombra dei salotti bene pieni di incravattati sapientoni.
Se chiedete in giro chi diede l'impulso ironico al bellissimo Dark Star, vi risponderanno solo John Carpenter.
Se approfondite la storia della genesi di Alien, verranno fuori solo i nomi dei soliti noti.
In realtà, in Dark Star il nostro amico prematuramente scomparso recita, comonta e coscrive, imprimendo un azzeccato slancio umoristico che Carpenter avrebbe voluto più dissimulato. Per dirne una, la più banale: suo sarà il "penso, quindi esplodo" pronunciato cinicamente dalla bomba atomica difettosa.
Il conflitto tra l'alieno indistruttibile e un'eroina semiandrogina era nell'aria da tempo (l'idea di Alien nasce agli inizi dei '70), ma fu O'Bannon per primo a strutturarla come la conosciamo noi, andando ben oltre il seminale It! The Terror from Beyond Space (1958) cui palesemente faceva riferimento.
Come non dimenticare poi il suo contributo alla supervisione delle miniature e degli effetti speciali del primo (poi quarto) Guerre Stellari, o la scrittura dell'episodio sul bombardiere fantasma in Heavy Metal, o i suoi plot e idee in Total Recall e in Screamers... pietre miliari di un cinema fatto ancora di idee e di artifici comunque umani, fisici, sudati, senza pc o forzature virtuali.
O'Bannon girò anche un film, Il Ritorno Dei Morti Viventi (1985), una modesta presa in giro del classico di George Romero. Per molto tempo è stato dimenticato, o comunque relegato nella gora degli eterni misconosciuti, di quelli uccisi dal "sì, ma..." che troppe volte rende ignoti i giusti e stranoti gli imbecilli.
Per me resta un caro amico di mille visioni al buio in scomode sale parrocchiali, quando hai il terrore di alzare lo sguardo verso lo schermo, ma non vedi l'ora di spaventarti come si deve.
So long, Dan, so long.

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