giovedì 18 febbraio 2010

non temerai alcun male

Cara Silvia,
se la frontiera della Tua sconfinata vita dovesse essere oscurata dall'ombra del totale dolore, della malattia più crudele, dell'incedere incessante di una disgregazione fisica, psicologica e morale; se la Tua esemplare dignità dovesse soccombere di fronte al precipizio dell'annientamento senza speranza; se il colore dei Tuoi occhi sempre allegri, sempre vivi, sempre leggeri, sempre pronti nel donare con totale ardore e generosità, dovessero perdersi nel vuoto della lenta agonia; se il Tuo fisico così dolcemente ribelle alle cose terrene, che corre sempre verso la luce, che non sa rispettare neanche i battiti del cuore, che non vuole perdere nessuno dei frutti della vita, dovesse accartocciarsi dentro al sibilare della malattia più cupa, più egoista, e più cinica; se ogni cosa che sei stata, che sei, che vorrai essere e che sarai, dovesse fermarsi contro il muro della sofferenza senza ritorno, dove solo l'agonia vincerebbe per donarti alla Morte, ma dopo un lungo, devastante, mortificante buio cammino... io non avrei alcuna difficoltà a imitare Ray Gosling.
Questa società cosi egoista e prepotente, dove prevaricano i dettami di un vaticano ingordo e ipocrita, falso e arrogante, dove la bellezza del Cristianesimo è solo pretesto per le porcherie più becere e i pensieri più nauseanti; questa società, dicevo, non sa e non vuole risolvere, sconfiggere o limitare il mistero del lento spegnersi attraverso mali assoluti, se non con frasi fatte, con principi senza senso, con una politica che non sa e non vuole superare il baratro dell'esaltazione pseudoreligiosa.
Perché qui la ricerca non esiste, e le possibilità di sconfiggere la miseria del dolore viene guardata con disprezzo e alterigia... come se la sofferenza assoluta fosse obbligo morale e dimostrazione di saggezza religiosa.
Io lotterò con ogni mezzo per allontanare ogni nuvola dalla tua via. E farò di tutto nelle mie microscopiche possibilità, con il misero potere politico e sociale che ho, affinché la scienza vinca le sue battaglie e la sua guerra contro i fanatici e gli integralisti.
Ma se un giorno, cara Silvia, un giorno il più lontano possibile, dovesse prospettarsi l'orribile idea, che fa paura anche e solo a immaginarla, di una tua agonia senza speranza, io mi prenderò la responsabilità di accompagnarti dall'altra parte, dove non c'è più nulla ma solo il mio ricordo e la mia memoria di te. Pur di non vedere la tua luce spegnersi sotto l'ombra di un sole oscuro e spaventoso, io farò ogni cosa impossibile per alleviare la tua fine.

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