martedì 30 marzo 2010

la sconfitta ha le palle mosce

Mentre giorni fa immaginavo perdutamente un improbabile buon risultato, dentro di me una vocina insisteva nel dirmi "ma cosa te lo fa pensare!"... e visti i risultati, avrei dovuto dare più ascolto alla mia vocina.
In fondo, a guardare bene, perché sarebbe dovuta andare diversamente?
Al di là del mio mantra antitaliano, dettato da una certa conoscenza della storia (siamo un popolo di codardi), della politica (siamo un popolo di ruffiani) e del comportamento sociale (la morale non alberga nelle menti italiche), c'erano i fatti che già denunciavano la pesante sconfitta.
Innanzitutto abbiamo dato per scontato che la Lega avrebbe vinto là dove poi ha vinto, e quindi non ci siamo sperticati più di tanto per contrastarli con nomi forti.
In Lombardia è vero che per legge (per cumulo di mandati, cioè) Formigoni non doveva presentarsi (ma con arbitro un presidente come Napolitano...), ma è anche vero che la stessa cosa valeva per il nostro emiliano Errani.
Più in generale, aver consegnato alla destra le ricche regioni del nord, quelle maggiormente produttive, significa non saper dare risposte pratiche, pragmatiche, concrete, credibili. Un imprenditore se ne fotte della D'Addario, di Mills, di tutte queste cose sacrosante ma sulla carta. L'imprenditore vota dove vede interesse per i suoi problemi: altrimenti perché quando c'era Prodi le cose andarono diversamente (Bertinotti e D'Alema permettendo)?
Nel Lazio è accaduto di peggio: c'era un'evidente lotta intestina tra Fini e Berlusconi, che il secondo ha accelerato con la furbata del panino di Milioni. E che cosa è successo? Che la Polverini è riuscita ad valorizzare i voti degli estremisti (in genere insignificanti), perdendo totalmente il centro che però ha rifiutato di votare la Bonino! Anziché "moderare" la figura dell'abortista Bonino, anziché avvicinarsi al voto cattolico incerto (il più ipocrita ma anche il più utile), D'Alema e soci sono stati zitti, e adesso godono un mucchio nell'ammirare questa sconfitta.
La Campania l'abbiamo regalata col fiocchetto: perché non fu sbattuto fuori Bassolino a calci nel culo quando ancora si poteva?
In Calabria abbiamo imposto una cariatide come Loiero, contro cui avrebbe vinto pure uno dei miei pupazzetti.
In Puglia Vendola ha combattuto letteralmente da solo.
Un applauso generico, poi, a tutte le liste e listine di alternativa a stoca**o (Grillo compreso) che hanno disperso voti utili.
L'altro giorno parlavo con una delle mie fonti che mi raccontava placidamente come la direzione generale del PD consideri i giovani di sinistra... non li considera, punto e basta.
Più in generale, l'atteggiamento di sottomissione alla costante sconfitta porta persino persone intelligenti come la Finocchiaro a sparare frasi tipo "solo una donna poteva telefonare alla mamma nel momento della vittoria". Macchissenefrega di queste cazzate tardo femministe!
Questa gente forse non si rende conto che del loro comportamento fuori luogo, inesistente ed inconsistente ci rimettiamo noi!
Perché purtroppo questo becero sistema politico non prevede che uno ad una certa età se ne vada a casetta sua (e magari prima della scadenza quando sbaglia qualcosa): per cui questo benedetto ricambio generazionale vaga all'ombra delle iniziative personali, di sforzi tripli perché le strade sono tutte occupate. Oh, vi rendete conto che a corrente alternata ci becchiamo sciacquose dichiarazioni buoniste di Veltroni, o quelle saputelle di D'Alema?
E poi, la domanda clou: ma gli intellettuali dove cazzo stavano? È mai possibile che sentiamo parlare di loro solo a due giorni dalle votazioni, quando fanno gli appellini di circostanza dei miei stivali? Possibile che subito prima e subito dopo si rintanino nei loro salotti, pontificando cazzate e imponendo pedissequamente il da loro stessi tanto ridicolizzato sistema delle conventicole?
Poco fa mi è stato detto "boicottiamo Mediaset", l'altro giorno mi si contestava il mio pretendere da noi l'intransigenza... e ad ogni possibile schiarita da questa nube di tinello e convenienze che ci attanaglia, c'è sempre lo stronzo che dice "sì, ma...", oppure quello che avanza per terzismi, per comprensioni, per chiacchiericcio, e per indicare ad altri moralismi che però poi è il primo a non praticare.
Purtroppo le soluzioni sono ben altre: questo antiberlusconismo è finto e finito, e quindi inconsistente.
Vuoi perché l'"anti" in Italia è più sinonimo di invidia che di contenuti da contrapporre.
Vuoi perché i meccanismi morali opposti a Berlusconi erano non credibili perché provenienti - appunto - da chi poi non li praticava.
Vuoi perché non si fa politica con la Storia ("condivisa" direbbe qualche politico stolto e cieco), l'Indignazione e la Memoria: se queste non sono comprese, non sono praticate, non sono rispettate, bisogna cambiare linguaggio, senza perdere Storia, Memoria e Indignazione dentro di noi, ma riuscendo ad interpretare la semplicità e il linguaggio di chi non vota per noi.
Purtroppo a sinistra crediamo che provare a comprendere gli altri significhi perdere qualcosa della nostra rrroba verghiana, oppure svalorizzare i nostri principi.
E allora ci rifugiamo nell'etilismo dell'elitismo. E bravi scemi, ditemi se questo non è ancora il nostro vocabolario:
"chi vota per Berlusconi è uno stronzo, punto e basta"
"ma come fanno gli abruzzesi a votare chi li ha lasciati con le macerie nel culo?"
"come si fa a votare bugiardi, corruttori, ladri, buffoni, egoisti ed egocentrici, arroganti, maleducati, fascisti, populisti, craxisti e craxiani..."
"tutta le televisione è in mano loro"
"siete contenti del paese in cui vivete?"
"tutti in piazza ogni giorno"
"stanno demolendo i principi costituzionali"
Già, tutte belle cose, magari giuste e forse vere.
Ma alla fine la nostra credibilità dove sta? Cosa abbiamo realmente fatto in questi quindici anni di dittatura berlusconiana (che è cosa più ampia della "dittatura di Berlusconi")?
Il PD sul territorio non c'è stato!
Mentre Sagunto veniva espugnata, a Roma si facevano manifestazioni in cui non ha partecipato nessuno. Ancora una volta i proclami, i salotti, le frasette e l'egocentrismo hanno dimostrato di avere le gambe corte!
Cazzo!

3 commenti:

Gio ha detto...

Complimenti,analisi che condivido pienamente.

AL ha detto...

Complimenti a te che l'hai letta fino alla fine...
Grazie del commento,
Alessandro

Anonimo ha detto...

Caro Alessandro,
avrei molto da dire su quello che hai scritto. Sostanzialmente sono d'accordo, ma ci sono dei punti focali che non puoi MINIMizzare.
Io ho votato.
Ho votato IDV come faccio ormai da 2 votazioni.
Non critico chi non ha votato o chi ha votato liste "grilline".
Ci vuole tutto il mio senso della democrazia, e la voglia di abbattere questo gruppo di fascisti/razzisti per andare a votare (E PER DI PIETRO!!!!!!!!).
Ma con la bocca più amara dell'assenzio (Trilussa "matina abbonora" credo).
L'esperienza dei due anni di Governo Prodi/Mastella, in cui non è stato fatto un graffio al sistema "berlusconi", in cui non sono stati creati (almeno) i presupposti per farlo finire il prima possibile, mi hanno profondamente deluso.
Mi è venuto il dubbio che votare l'uno o l'altro sia solo un sistema per "switchare" la catena di appalti e servizi che sono dietro i partiti.
Mi è venuto il dubbio che qualcuno del PD si sia venduto al "nemico" e abbia remato contro.
Mi è venuto il dubbio che Nanni Moretti, in uno dei suoi lampi di genio, avesse visto bene quando diceva "con questa classe dirigente non vinceremo mai!".
Oggi vado a votare con l'amaro in bocca, senza illusioni, senza speranze.
Capisco che ci sia molta gente delusa che non se la sente di andare a votare, ma la colpa di chi è?
Di Beppe Grillo?
Ciao
il cuginastro
Claudio