giovedì 18 marzo 2010

pedofilia? i colpevoli siamo noi

Sulla pedofilia ne ho scritte tante, ma soprattutto questo post che mi brucia ancora, perché recentemente il pezzo di merda travestito da prete si è fatto vivo tramite feisbuck come se nulla fosse (meno male che almeno il suo amante/protettore è morto; almeno - spero - dovrà muoversi con più cautela).
In questi giorni poi se ne parla molto all'interno e all'esterno del Vaticano; e a me la cosa suona strana, stranissima. Perché da quelle parti la pedofilia è cosa nota, e - parafrasando provocatoriamente il vangelo - buona e giusta... e sottaciuta. Credo, anzi ne sono convinto, che dalle parti del Vaticano ci sia una qualche resa dei conti, più o meno trasversale, più o meno pilotata, per usare la porcheria della pedofilia come arma di ricatto.
E allora segnalo queste interessanti considerazioni di Zambardino, di cui vi propongo l'incipit.

Sarebbe ora di abbandonare l’allusione come metodo di discussione. Lo dico ai colleghi del Foglio (il link non serve a ritrovare ciò di cui parlo, perché l’articolo è a pagamento). Oggi siamo al vertice della capziosità, raggiunto anche dal cardinale Ruini in un’intervista a quel giornale: che la pedofilia c’è nella Chiesa per colpa di coloro che propongono una sessualità liberata tra liberi e adulti consensuali.

Non mi interessa questo tentativo, abbastanza acrobatico, di capovolgere la frittata. E’ appena il caso di far notare che è la cronaca, non la polemica ideologica, a imporre certi temi. Quanto interessa l’argomento - oggi ripreso da Francesco Agnoli sul Foglio - che ci sarebbe una cultura in sostanza fiancheggiatrice e perfino fondativa di questa piaga sociale. Cultura identificabile in quella “radicale”, che proporrebbe (cosa? non si sa bene) di liberalizzare (?) questa piaga sociale.
Ora, sempre ribadendo che le evidenze della cronaca dicono quello che dicono, è ora di andare a fondo su questa faccenda della “cultura”.

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