domenica 25 aprile 2010

il 25 aprile accanto a Berlusconi

Finalmente ma sommessamente anche Repubblica ha pubblicato il 21 aprile scorso un intervento che dovrebbe mettere in crisi i terzisti, i silenti, i furbetti di lungo corso.
È di Benedetta Tobagi figlia di Walter (il giornalista ucciso il 28 maggio 1980 da Marco Barbone, Mario Marano, Francesco Giordano, Manfredi De Stefano, Daniele Laus e Paolo Morandini... già, il figlio del critico), e contiene timidissimi elementi per suggerire un cambio di prospettiva.

Davvero è meglio andarsene in massa, muoia Sansone con tutti i filistei? Non posso dimostrare il mio impegno cercando di fare più e meglio da dove sono? Gli autori non sono «dipendenti» di una casa editrice. Sono il suo patrimonio e la sua voce. Non possiamo cercare il modo di farci sentire? Condivido le riflessioni di Nicola Lagioia ( Nazione indiana, 30 marzo): andarsene in massa sarebbe distruggere un patrimonio culturale e professionale che invece può e deve sopravvivere all' attuale premier. È egoismo? Complicità con un sistema malato? Non è un po' più complicato di così?A Saviano solidarietà e la libertà di decidere dove pubblicare. Non sarebbe onesto scaricare tutto il peso su di lui. È il momento di confrontarsi (anche scontrarsi se serve!). Il disagio profondo che serpeggia in questi giorni non va ignorato. Certo, restare vuol dire riflettere sulle proprie motivazioni, assumersene la responsabilità, far fronte comune, non essere indifferenti agli attacchi che toccano colleghi più illustri. Non commentare cosa dovrebbero fare gli altri, ma sentirsi chiamati in causa, pungolati a fare al meglio il proprio lavoro, In quella foto, strette intorno a Saviano, dovremmo tornare a far vedere le nostre facce, nude e senza maschere. Spero che nei molti appuntamenti del mondo editoriale- premi, fiere - si parlerà, di queste cose, sul serio. Invece di anestetizzare il disagio con chiacchiere da salotto.

Lo sapete su questo sono radicale e coerente... visto che 10 anni fa rifiutai un contratto con Mediolanum con tanto di stipendio di partenza doppio rispetto a quanto adesso percepisco con 15 anni di anzianità e una causa di lavoro vinta anche in appello.
Se qualcuno ha timore che abbandonando dignitosamente queste case editrici si perda qualcosa , abbia il coraggio di pensare però e invece che andando verso case editrici "minori" difenderebbero il pluralismo editoriale, la dignità intellettuale di questo paese... e anche la propria.
Guardate cosa dice l'autore citato dalla Tobagi:
Se tutti decidessero di cambiare casa editrice, verrebbe distrutto un importante patrimonio culturale del nostro paese destinato altrimenti a sopravvivere all’attuale presidente del consiglio, il cui decesso fisico avverrà sicuramente entro un lasso di tempo inferiore rispetto a quello che colma la misura tra il giorno di fondazione dell’Einaudi e la primavera del 2010; b) in qualità di scrittore, scrivere un buon romanzo, cercare di scriverne uno ottimo, è uno dei migliori atti antitetici al potere che io mi sento in grado di fare – poco o tanto che questo significhi e valga - e, per ciò che riguarda gli ultimi due libri, l’Einaudi mi è sembrata la casa editrice (tra quelle che hanno mostrato di interessarsi al mio lavoro) che poteva supportarmi meglio.
Allucinante: ha la sfrontatezza di ammettere che è salito sulla corazzata più forte pur di esaltare il proprio ego. Certo, lo dice con frasette ben impostate, ma la sostanza resta quella.
Diciamolo chiaramente: in queste specifiche condizioni gli intellettuali e gli scrittori che si ostinano a proporre i propri lavori grazie/tramite le aziende berlusconiane tengano sempre a mente il coraggio e l'amor proprio dei professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al Fascismo.
O si sta da una parte o si sta dall'altra.
Senza se e senza ma.

Buon 25 aprile alla memoria di:

* Ernesto Buonaiuti (storia del cristianesimo)
* Giuseppe Antonio Borgese (estetica)
* Aldo Capitini (filosofia)
* Mario Carrara (antropologia criminale)
* Antonio De Viti De Marco (scienza delle finanze)
* Gaetano De Sanctis (storia antica)
* Giorgio Errera (chimica)
* Giorgio Levi Della Vida (lingue semitiche)
* Piero Martinetti (filosofia)
* Fabio Luzzatto (diritto civile)
* Bartolo Nigrisoli (chirurgia)
* Errico Presutti (diritto amministrativo)
* Francesco Ruffini (diritto ecclesiastico)
* Edoardo Ruffini Avondo (storia del diritto)
* Lionello Venturi (storia dell'arte)
* Vito Volterra (fisica matematica)

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