venerdì 9 aprile 2010

il diritto di morire, il dovere del trapianto

Continuo ad aggiornarvi sullo stato pietoso e penoso della (ormai "nostra") fanciulla in coma, o meglio già morta ma tenuta agghiacciantemente in vita dall'ostinazione di un'italica legge disumana e incivile.
Ieri pomeriggio una dottoressa un po' più umana ha detto che se l’angiografia avesse indicato ancora una volta la sussistenza di un'apprezzabile presenza di flusso sanguigno l'èquipe medica avrebbe avviato una graduale riduzione dell'alimentazione. Procedura comunque straordinaria (ma legale) che implica un intervento/allerta di un magistrato.
Quindi alle 18,00 l’hanno finalmente prelevata per l'ennesima angiografia (dopo quella eseguita tre giorni fa): un'ora e un quarto d'attesa e poi il verdetto... non della dottoressa dimostratasi disponibile (che ormai aveva terminato il proprio turno) ma di quello che si immagina sia il primario. 
E quindi, frasi tipo "c'è ancora troppo flusso per avviare la riduzione di alimentazione", "del resto la fanciulla sta così", "l'agonia è vostra e dovete gestirla".
La cosa terribile - che non avevo ancora saputo - è che se i medici non avessero operato venerdì, la fanciulla sarebbe definitivamente morta perché il cervello comprimeva l’ipotalamo o comunque era compresso. L’operazione e la rimozione della scatola cranica (!) ha consentito al cervello di respirare e di recuperare e di andare avanti... spurgando sangue!
Intanto grazie all'interessamento di Augias, stamane Repubblica nell'edizione nazionale ha pubblicato la mia lettera nella pagina dei commenti.
Dobbiamo fare di più, dobbiamo muoverci perché questo scempio cessi definitivamente. 
Dobbiamo donare la morte a questa fanciulla indifesa e strumentalizzata, dobbiamo donare una nuova vita a chi è nella lista dei trapianti.

Nessun commento: