venerdì 30 aprile 2010

LA RAI SIAMO NOI: SALVIAMOLA!

Ieri si è tenuta la terza assemblea generale dei lavoratori RAI e delle sigle sindacali (SLC-CGIL e Snater) sulla vertenza in corso con l'azienda.  La sala mensa di Viale Mazzini era strapiena - oltre 500 persone - e nuove adesioni sono giunte alla nostra mobilitazione.
La vertenza è esplosa ufficialmente il 16 aprile scorso con una lettera indirizzata ai vertici aziendali e a tutte le sigle sindacali, e sottoscritta da oltre 700 lavoratori (impiegati, operai, tecnici, quadri, programmisti registi, assistenti ai programmi, precari). Nella lettera si diceva che il premio di risultato di aprile, che l'azienda non intende pagare, va riconosciuto tutto per intero e senza ritardi. Nella stessa lettera si sosteneva che lo stato di crisi in cui versa la RAI, e che è causa del mancato raggiungimento del MOL,  non è in alcun modo imputabile ai lavoratori. È una responsabilità che grava, invece, sulla cattiva gestione dell'azienda: aumento degli appalti esterni con conseguente crescita dei costi, mancato rinnovo del contratto con SKY, scelte editoriali che hanno provocato un calo degli ascolti, moltiplicazione delle figure dirigenziali. La lettera esprimeva la forte preoccupazione dei lavoratori per il futuro dell'azienda e chiedeva una seria inversione di tendenza.
La mobilitazione è in corso non solo a Roma ma anche presso le altre sedi regionali. A Torino, Milano e Napoli si sono svolte assemblee, manifestazioni e iniziative. A Roma in due occasioni centinaia di lavoratori hanno percorso i corridoi di viale Mazzini per far sentire la loro voce. La protesta si sta estendendo.
L'assemblea di ieri doveva coincidere con l'incontro che i sindacati avevano in programma con la RAI.  All'ultimo momento l'azienda ha annullato l'incontro motivando la decisione con il clima di tensione presente tra i lavoratori.  CISL, UIL, UGL e Libersind hanno deciso di non partecipare all'assemblea in dissenso dalle forme di lotta fin qui intraprese e definite, tra l'altro,  "inutili atteggiamenti".  Da parte nostra rivendichiamo e difendiamo le iniziative fin qui svolte perché riteniamo siano state utili a sensibilizzare e coinvolgere tutti i lavoratori RAI. Siamo tuttavia disponibili, nel rispetto della reciproca autonomia, a concordare con i sindacati che vorranno mantenere vivo il confronto con noi le prossime iniziative da porre in essere.
All'assemblea di ieri pomeriggio hanno partecipato, oltre ai responsabili territoriali di CGIL, il segretario nazionale della SLC-CGIL Emilio Miceli e dello Snater, Piero Pellegrino. Nonostante la rottura unilaterale di CISL, UGL, UIL e Libersind, la presenza dei lavoratori RAI è stata superiore a quella delle precedenti assemblee. Molti di loro, pur provenienti da realtà diverse (Rai Fiction, Rai Cinema, Dear), sono intervenuti nella discussione e tutti hanno raccontato la loro specifica esperienza e denunciato un processo di progressivo degrado del loro lavoro che va di pari passo con il declino dell'azienda RAI.
Piero Pellegrino (Snater) ha ricordato come già a giugno 2009 fosse chiaro che la RAI non avrebbe raggiunto il MOL. Nell'occasione era stata fatta richiesta di modificare la normativa sul premio di risultato, richiesta non condivisa né da UIL, né da UGL, né da CISL, ne' da Libersind.
Emilio Miceli (CGIL) ha spiegato che le analisi del bilancio RAI  effettuate nel 2008 da Cusani avevano evidenziato come l'attuale politica gestionale e l'escalation dei costi esterni avrebbero portato nel 2012 l'azienda in una situazione prossima al fallimento economico. Secondo Miceli in questo momento la RAI è, di fatto, divisa in due: da una parte di azienda che lavora e fornisce un prodotto remunerativo,  e da un'altra che spreca e consuma le risorse economiche. La congiuntura in cui ci troviamo esclude la possibilità di ulteriori politiche di salvataggio (modello IRI) per mano pubblica, come dimostra il recente caso di Alitalia.
Da parte dei vertici aziendali non vi è stato finora alcun segnale di voler interrompere una gestione fallimentare. Il fatto stesso che il costo della crisi venga scaricato sulla busta paga dei dipendenti (con l'esclusione di manager e giornalisti), mentre si prosegue la pratica degli appalti esterni e le assunzioni di nuovi dirigenti senza curriculum né ruolo, ne costituisce la prova evidente.
Nel contempo si susseguono indiscrezioni su un piano industriale che si annuncia "lacrime e sangue". Si parla insistentemente di tagli ed esuberi. Sono voci che l'azienda non ha mai smentito in maniera convincente, anzi. La questione va portata quanto prima al tavolo delle trattative.
La situazione è grave e la crisi della RAI rischia di diventare irreversibile.   Oggi è in discussione il futuro della RAI e del nostro posto di lavoro. È ora che la parte migliore di questa azienda ne prenda atto. Spetta a noi difendere il servizio pubblico radiotelevisivo, la sua dignità e la sua funzione nei confronti del Paese. È un compito che ci dobbiamo assumere in prima persona perché né i vertici aziendali né la politica che li esprime hanno finora dimostrato la volontà di farlo.
Nell'assemblea di ieri abbiamo chiesto piena unitarietà di intenti e di azione. Abbiamo chiesto alle sigle sindacali che si sono rese responsabili della rottura dell'unità di ricomporre da subito la frattura. A loro chiediamo di confrontarsi senza riserve con i lavoratori, accettandone critiche e stimoli perché questa è l'essenza della democrazia e delle relazioni tra sindacato e rappresentati. Ogni altra scelta sarebbe sbagliata ed irresponsabile, ed esporrebbe i lavoratori in lotta alle ritorsioni aziendali.
Ieri ci è giunta una lettera di solidarietà e adesione da parte di oltre 40 giornalisti delle diverse testate RAI. Abbiamo chiesto che i prossimi  incontri vedano la presenza dell'USIGRAI. Dobbiamo fare ogni sforzo per estendere la mobilitazione, unificando tutte le figure professionali presenti nel mondo RAI.
L'azienda ha fissato per martedì  4 maggio, presso la DG di viale Mazzini, il nuovo incontro con i sindacati. E' stato deciso di promuovere un presidio davanti a viale Mazzini, cui seguirà un'assemblea con le organizzazioni sindacali che ci riferiranno e discuteranno con noi l'esito dell'incontro. Cerchiamo di esserci tutti.
È importante che ogni incontro tra sindacati ed azienda avvenga con la mobilitazione in corso perché questo dà forza alla nostra parte. Ed  è altresì importante inventare forme di lotta incisive e quanto più inclusive.
Muoviamoci ora, prima che sia troppo tardi.


COMUNICATO
Slc Cgil, Snater ritengono grave l'atto compiuto dalla Rai di far saltare l'incontro previsto per giovedì 29 aprile, motivato dal "timore" che potessero proseguire le manifestazioni spontanee dei lavoratori che hanno in questi giorni agitato Viale Mazzini.
In quell'occasione si sarebbe dovuto discutere del quantitativo del Premio di Risultato e non solo.
Le iniziative e le proteste dei lavoratori della Rai, culminate il giorno 23 aprile in una assemblea unitaria, con più di 500 persone presenti, avevano chiesto ai sindacati di spingere per una discussione col Direttore Generale sul Piano Industriale.
In quell'occasione i lavoratori si erano dichiarati più preoccupati per la gestione ed il futuro
dell'azienda che non per il pagamento del Pdr.
Le OO.SS ritengono che il mancato Premio è solo la punta dell'iceberg delle scelte sbagliate degli
ultimi mesi.
Le lavoratrici ed i lavoratori della Rai hanno sacrificato nel tempo parte del recupero sull'inflazione, è dal 2005 che il costo del lavoro è praticamente fermo, mentre sprechi e incarichi dirigenziali si moltiplicano, a questo bisogna dire chiaramente: BASTA!
Solo attraverso il pieno impiego dei lavoratori interni ed il recupero degli organici per tutte le realtà oggi in sofferenza, una maggiore attenzione al lavoro, alla formazione, alla riduzione dei costi, si può evitare di finire come Alitalia.
Solo attraverso l'azione solidale nei confronti dei precari e dei lavoratori in appalto, oggi spesso sottopagati e per questo in concorrenza con i nostri, si può ricostruire quella filiera produttiva necessaria per immaginare il futuro del servizio pubblico.
Vanno assolutamente regolati gli appalti e aperto il tavolo per il rinnovo contrattuale.
Bisogna modificare la struttura del Pdr, consentendo così anche in fasi economiche complicate di avere per i lavoratori riconosciuto lo sforzo produttivo.
Per tutto questo abbiamo richiesto un'altra assemblea generale, giovedì 29 alle ore 16.30, per richiedere all' azienda, insieme ai lavoratori riuniti in assemblea, di ripristinare l'incontro e porre le basi di un confronto che comprenda tutti gli argomenti più volte sollevati.
Le scriventi OO.SS hanno proposto a tutte le altre organizzazioni di condividere tale appuntamento, così come convenuto al termine dell'assemblea del 23 aprile. Evidentemente ciò non è stato possibile, ma per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra volontà e disponibilità unitaria.
Le OO.SS. aggiungono che nelle assemblee che si stanno svolgendo in queste ore si decideranno le iniziative da intraprendere nel caso l'azienda non ripristini l'incontro, e nel caso le risposte non siano adeguate al momento complesso che vive la Rai.
Slc Cgil Snater