mercoledì 28 aprile 2010

quello che della Rai dicono a metà

Considerata la diffusa ricattabilità in salsa italiana che caratterizza tutti gli argomenti affrontati dai mass media, qualsiasi contestazione/constatazione va sempre letta non per quello che è o appare, ma per quello che conviene a chi ne sta parlando in quel momento.
Se poi la cosa sfugge di mano, o la si butta in caciara, o ci si affida ai fighetti/terzisti, o si dice "è polemica". Funziona sempre.
Di fatto quello che sta accadendo in Rai in questi mesi è il totale smantellamento del servizio pubblico. Capisco che la cosa vi importi poco, perché in molti ci considerate del ladri, dei raccomandati, o come disse il premier "dei comunisti o delle prostitute".
Però la causa di tutto questo sono quelle stesse persone, e quegli stessi meccanismi, che in altri momenti colpiscono e colpiranno anche voi; e allora però se nessuno ne parlerà verrete qui sotto in ufficio a lamentarvi.
Farvi un generico elenco delle cose che da sempre non vanno, comporterebbe solo un vostro continuo annuire perché giustamente ci vedrete qualcosa che capita anche a voi. Se però vogliamo entrare nello specifico, tanto per fare due chiacchiere:
  • all'appello delle nostre casse mancano 50 milioni di euro in seguito alla rottura con Sky
  • non è stato raggiunto il Margine Operativo Lordo (685 milioni invece di 805), il che ha comportato il mancato pagamento del premio di risultato ai dipendenti (che con i nostri stipendi significava solo riprendere fiato per un mese)
  • sono state però moltiplicate vicedirezioni e ruoli dirigenziali in genere
  • di converso ovunque ogni settore lamenta i cali sempre più consistenti di ascolti e introiti pubblicitari
  • mancano prospettive strategiche per investimenti, piani per il futuro, rinnovamento e/o adeguamento tecnologico, sviluppo dei canali digitali 
  • al web si stanno preferendo i canali digitali terrestri
Per prevenire il coglione che commenta sempre questo tipo di informazioni senza firmarsi (e senza documentarsi), qui si parla di migliaia di dipendenti (e quindi di rispettive famiglie) che rischiano seriamente il lavoro, senza potersi "riciclare" all'esterno, perché il mercato è già saturo grazie a questo duopolio politicizzato.
Ho aperto dicendo che c'è un filtro illogico all'altrui descrivere questa Rai, perché qua dentro ci sono anche parenti, amici, conventicole, ricatti incrociati. Ma soprattutto chi foraggia questa vergogna, chi ne fa parte, chi sa ma si gira dall'altra parte, sono tutte persone e personaggi che quando la barca affonderà avranno comunque un posto assicurato, una poltrona calda che li aspetterà.
Anche qui vi vedo che vi frega nulla. Poi però se veniste in queste stanze, in questi corridoi, tra questi computer, e vedeste bene quanti professionisti validi e mal pagati cercano di tenere in piedi i cocci rotti da noti incompetenti, allora forse vi ricredereste un pochino, e invece di scrivere commenti cretini a questo post, scrivereste a Napolitano o a chi per lui per pretendere la legittima e giusta restituzione del servizio pubblico radiotelevisivo.
È vostro.
Difendetelo!

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