giovedì 6 maggio 2010

fuoco greco, male antico
un esercizio di terzismo

L'altro giorno mia moglie mi spiegava come mai la Merkel fosse così reticente a garantire un prestito alla Grecia: ma ti pare che l'Europa debba sanare i debiti di una classe politica che ha mangiato fino a ieri?
Brutale, secca e veritiera... ma poi io mi sono posto la domanda conseguente: ma chi ce l'ha messa lì quella classe politica? Gli elettori non hanno forse una responsabilità perlomeno elettorale, appunto? Oggi come oggi questi elettori potrebbero essere veramente i veri padroni del proprio destino, circondati come sono da possibilità infinite di informazioni!
Brutale, secco e veritiero anche io, quindi... ma poi ho fatto un esercizio mentale di terzismo applicato e mi son detto che non posso certo pretendere che le casalinghe di Voghera partecipino della realtà che le circonda. Alla fine vien da dire che l'elettore medio non si preoccupa più di tanto di chi elegge, almeno finché non ne subisce direttamente e pesantemente le incapacità.
Si chiama "egoismo", lo leggi "popolo" insomma.
Del resto se sono 17 anni che noi italici subiamo il fascino berlusconide, non è che siamo tanto immuni da banalizzazioni come queste testè scritte. Certo, forse lì in Grecia i mass media funzionano meglio... chissà.
Però, e comunque, la rettitudine evidentemente soffre il caldo, e preferisce albergare nelle menti e nella dignità dei popoli nordici, che sicuramente avranno subìto (auto)torti analoghi, ma di portata differente e con reazioni differenti.
Per cui, alla fine, è straordinariamente fascinoso sentir parlare di portuali del Pireo incazzati come bisce; ha un sapore di antico vedere centinaia di migliaia di studenti scendere in piazza urlando slogan sofisticati e princìpi assoluti; è molto volpediano vedere classi sociali così eterognee condividere le stesse prerogative...
Però...

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