mercoledì 12 maggio 2010

in Rai si combatte

Da una parte ci sono i sindacati, che ormai hanno trasformato la loro assenza in pura e prevedibile tradizione.

COMUNICATO UNITARIO
Nella nottata del 10 maggio, dopo un confronto serrato e complesso, è stato raggiunto un accordo tra la Rai e tutte le OO.SS. .
L’Accordo contiene la somma sostitutiva del Premio di Risultato non raggiunto per l’anno 2009 e alcuni punti di interesse generale:
• Appalti e Consulenze,
• Bacini dei Tempi Determinati,
• Modifica strutturale del Premio di Risultato,
• incontro su Buongiorno Regione e Buongiorno Italia.
Si sono stabiliti incontri scadenzati settimanali, per sviluppare i ragionamenti relativi ai punti sopra elencati.
I primi 3 punti, così è scritto nell’accordo, in quanto elementi di carattere contrattuale, assumono valenza di discussione contrattuale.
Inoltre, si è stabilito l’apertura di un tavolo su Rai Way per esaminarne le problematiche specifiche.
Nello specifico il primo incontro sarà, il 18 maggio pv, su appalti e consulenze, in questo ambito si è scelto di costituire un “Gruppo di Lavoro”, azienda-sindacato, al fine di assumere informazioni dall’azienda e dai lavoratori per poi approfondire specifiche tematiche sugli appalti, tale lavoro dovrà essere propedeutico per il confronto tra le parti e per implementare il vigente sistema di regole contrattuali.
Il riconoscimento nell’accordo economico dell’impegno effettivamente posto dai lavoratori per il buon funzionamento dell’azienda, in una fase assai difficile, raccoglie buona parte delle motivazioni che le OO.SS. avevano posto alla base della rivendicazione del pagamento del premio, nonostante il non raggiungimento del MOL.
Da ciò consegue che la cifra ottenuta, tirando al massimo la trattativa, in un’unica tranche in pagamento con le competenze di maggio, pari a 1.170 € parametrati al 4° livello, possa essere trattata come un riconoscimento di impegno per la produttività.
In sostanza, grazie a questo impianto dell’accordo, i lavoratori e le lavoratrici a minor reddito potranno contare su una cifra più elevata di quella ottenuta nel precedente caso di una tantum erogata il sostituzione del PdR.
Tali risultati sono stati ottenuti, anche grazie al sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici della Rai, primi risultati significativi, sia in termini economici sia, soprattutto, nello sforzo di cui siamo stati tutti protagonisti in queste settimane per la lotta agli sprechi, alle scelte sbagliate, alle clientele che caratterizzano la Rai.
Il percorso è ancora lungo, condizione che valorizza l’impegno di tutti a mantenere la trattativa unitaria: ci attendono un difficile confronto sul Piano Industriale (in imminente approvazione da parte del CdA), le tappe del rinnovo del contratto, una puntuale azione di contrasto ad ogni azione che riproponga sottoutilizzo del personale interno e abuso di appalti e collaborazioni.
Nei prossimi giorni svolgeremo assemblee unitarie secondo un calendario che verrà comunicato quanto prima, per dare conto dell’accordo e condividere con i lavoratori e le lavoratrici le prossime iniziative da intraprendere.
Roma, 11 maggio 2010
Slc Cgil Fistel Cisl Uil.com Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-Conf.Sal

E dall'altra ci siamo noi, miseri e comuni mortali, che ci facciamo un mazzo così e otteniamo solo chiacchiere dall'una e dall'altra parte.

RIFLESSIONE SU ACCORDO PDR E FUTURE CONTRATTAZIONI
L’accordo sul Premio di Risultato che le organizzazioni sindacali hanno raggiunto con la RAI merita alcune considerazioni che vorremmo condividere e discutere con voi tutti. Auspichiamo che la discussione possa essere svolta quanto prima nelle assemblee unitarie che le OO.SS. si sono impegnate a svolgere nei prossimi giorni.
Ancora una volta viene richiesto a noi lavoratori l’oneroso impegno del “senso di responsabilità’”.
È bene ricordare che nelle assemblee fin qui svolte avevamo chiesto con forza, e in ogni modo possibile, di essere consultati in merito ad eventuali ipotesi di accordo, in modo da poterci esprimere sulla sua accettazione. Così non è stato.
Avevamo anche sollecitato un tavolo congiunto di trattativa, richiamando i sindacati ad alzare il tiro non sulla percentuale del PdR ma sul futuro stesso dell’azienda che l’attuale gestione sta portando al fallimento.
Avevamo aperto ad un vento nuovo: voglia di democrazia partecipata, di responsabilità e consapevolezza nel condurre vertenze e lotte sindacali. La nostra lotta, che ha mobilitato centinaia di lavoratori, ha dato forza alla trattativa.
Quanto raggiunto circa il PdR è forse il massimo, economicamente, ottenibile. Non lo è però sul piano della chiarezza d’intenti.
Dietro la richiesta del 100% non vi era alcuna velleità: sapevamo bene che in nessun caso si sarebbe raggiunto quell’obiettivo. C’era invece la consapevolezza che così facendo mettevamo l’azienda di fronte alle sue responsabilità, indicando con chiarezza le colpe di chi sta portando la RAI al fallimento. E abbiamo detto con chiarezza che ad essere in gioco è il futuro dell’azienda e del nostro posto di lavoro.
Gli obiettivi veri? Li avevamo indicati:
- Immediata presentazione del Piano Industriale, perché questo Piano potrebbe rendere sterile qualsiasi trattativa economica o contrattuale per il prossimo futuro.
- Attuazione di uno strumento trasparente di controllo sindacale sul ricorso agli appalti, esternalizzazioni, consulenze etc
- Poi tutto il resto che può e deve essere materia di trattativa.. Revisione del meccanismo PdR,
rispetto degli accordi dei ‘bacini’ .
Non vi è unità sindacale possibile se non nella chiarezza degli intenti e della posta in gioco.
Il senso di responsabilità’ che ci viene richiesto consiste nel rinunciare a quei 4 milioni di euro (il restante 25% del PdR oggi non corrisposto) che l’azienda preleva dalla nostra busta paga per generare nuovi sprechi: il contratto a Minoli, ex direttore appena pensionato, per le celebrazioni del 150° dell’unità d’Italia ne sono un esempio. Ma quei 4 milioni di euro non riempiranno in nessun caso i buchi di bilancio dovuti al mancato rinnovo del contratto con SKY
Il nostro senso di responsabilità ci ha spinto a gridare che avremmo rinunciato anche all’intero PdR se questo avesse significato un’inversione di rotta e la trasparenza nella gestione aziendale. Ma così non è: chi gestisce la RAI sta proseguendo una politica di sprechi e ne sta dilapidando l’intero patrimonio.
Oggi la RAI non è più in grado di esprimere scelte editoriali coerenti con la propria funzione.
- Non produce più idee
- Non racconta il Paese
- Non investe nel proprio patrimonio storico, che è unico e andrebbe invece strenuamente tutelato
- Non investe in tecnologie e impianti
- Non è in grado di valorizzare le risorse interne e ne frustra la capacità produttiva mediante il ricorso sistematico alle esternalizzazioni in ogni settore
Per questo nell’Accordo siglato non leggiamo le parole chiave che ci uniscono, un orizzonte strategico che è oggi indispensabile. Dov’è il RILANCIO? Dov’è il FUTURO? È su questo che chiediamo un impegno unitario dei sindacati, ed è su questo che vogliamo un confronto, prima, durante, dopo ogni singola fase di contrattazione.
Il problema RAI, il nostro problema, non si risolverà dietro un tavolo di trattativa, per lo più traballante.
Proponiamo di riunirci quanto prima in un'assemblea romana, che coinvolga Mazzini, Teulada, SXR, DEAR, Salario, Asiago.
Prepariamo l'assemblea diffondendo ogni possibile informazione in merito a quanto sta accadendo, anche mediante volantinaggio nei siti aziendali, e organizzando assemblee locali RSU.
Diamo vita a un’ Assemblea Nazionale degli Stati Generali della RAI da svolgersi all’esterno entro il 15 giugno.
www.unirai.org