lunedì 24 maggio 2010

Sant'oro che poi non luccica

Da quand'ho vinto la causa anche in appello, la Rai si ostina a non pagarmi gli arretrati; robetta, per carità, che peraltro poteva essere evitata se l'azienda si fosse comportata in maniera riguardosa..
Il sindacato lo sa, ma non mi dà istruzione alcuna né tantomeno mi ha mai seguito, consigliato o aiutato. I colleghi lo sanno, e fanno spallucce... insomma, la solita scenetta all'italiana per cui i problemi esistono solo quando sono appiccicati al nostro volto o a quello di persone specificamente note.
Saltino: l'assunto di Siciliano ("Santoro chi?") ha sempre più una sua forma e una sua legittima sostanza.
Che il tribuno telepopolare abbia tutti i diritti di adempiere privatamente alle sue private logiche commerciali, nulla da ridire. Ma che lo faccia con danaro pubblico, in un contesto in cui lui per primo ha sempre posto gli ideali davanti la sua persona (che poi...) anche questo è un dato di fatto.
Che siano 10 milioni o 2 poco importa. La domanda vera è: quanto conta il ruolo di un tribuno di fronte alla nobiltà delle idee?
Che differenza c'è tra il legittimo guadagno per le proprie capacità e l'approfittare dei torti subiti per porsi con quella verve personalitica come ha fatto l'altra sera (e in tutti questi anni)? Il torto del bavaglio conta perché Santoro l'ha subito o forse va condannato nella sua potenza, senza chiederci cioè dove sarebbero andate le parole di Berlusconi?
Da tempo ormai Santoro ha superarato le sue lotte, da tempo Santoro è il messaggio e il messaggio è Santoro (parafrasando McLuhan, insomma), da tempo Santoro esiste solo perché esiste la televisione di lotta, ma da tempo la televisione di lotta è ferma perché c'è solo Santoro a strumentalizzarne ambiti e contenuti.
Visto che la cosa ha ormai raggiunto livelli grotteschi e avvilenti, fatemi una cortesia: dategli quello che vuole, fategli fare quello che vuole, e chissenefrega delle sue chiacchiere di forma in quel patatato dialetto salernitano di cui capisci un quinto ... i quattro soldi che mi darete chissà quando, hanno molta più dignità.

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