mercoledì 19 maggio 2010

Santoro, leggere tra le righe

Non vado matto per Santoro, troppo personalistico: alla fine si perde di vista il vulnus delle sue denunce. Ma questa storia ha un odore strano.
"Mi sento ingessato in programmi come Samarcanda, Il raggio verde, Annozero. Voglio provare strade nuove". Da tempo Michele Santoro pensava a una rivoluzione della sua vita televisiva. Da tempo spiegava di volersi dedicare a serate evento con cadenza mensile e alla produzione di docu-fiction, a suo dire il futuro della televisione generalista e non. Da tempo Berlusconi voleva liberarsi del conduttore. Da tempo i dirigenti messi a Viale Mazzini dal premier puntavano a stracciare il contratto scritto da un giudice che obbligava l'azienda a mandare in onda Santoro a quell'ora, su quella rete. Ieri pomeriggio, dopo una trattativa lunga un mese, quelle esigenze si sono incontrate. Un accordo consensuale ha sancito la rottura del rapporto di lavoro dipendente. Con un effetto immediato per i fedelissimi del giornalista, un pubblico mai così affezionato e numeroso come quest'anno: la prossima stagione Annozero non sarà più in onda.

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