lunedì 12 luglio 2010

Chiaberge (r)esiste e lotta insieme a noi

L'avevo detto che era un galantuomo (mentre troppi - tranne lui - ne tacevano la caduta), e tale si è confermato ringraziandomi privatamente per il post che gli avevo dedicato e indicandomi l'indirizzo del suo nuovo spazio di libero pensare. Non era obbligatorio farlo, non lo fa nessuno, né tantomeno Chiaberge ha bisogno di certi mezzucci per farsi pubblicità, visto che del suo nuovo blog ne aveva fatto cenno quando si era congedato da quello vecchio (Domenicale cartaceo compreso).
Purtroppo non è lo stesso spazio visibile e austero che aveva sul Domenicale per dire cose diverse e sensate sull'italico andare sempre più in rovina; in più è avvilente constatare come l'Antefatto stia diventando sempre più una riserva indiana, in cui vengono ospitati tutti quelli che non combaciano sia col berlusconismo che con questa finta opposizione la cui componente intellettuale è pronta sempre e solo a mettere in caciara tutto (o di fare il pelo agli errori nostri, e il mirato pelino balbuziente agli altri) pur di avere sempre e solo il proprio stipetto caldo e agiato.
Paradossalmente il libero pensiero (che non significa per forza l'aver sempre-e-solo-ragione, ma ragionare sì) quand'è messo così alle strette risulta quasi ridicolo perché appunto parvenza di voce che si sgola mentre le masse coglione sbavano dietro l'una o l'altra parte, senza spirito critico alcuno, senza un'illuminazione di pensiero personale o almeno privato.
Ci chiamano cani sciolti, come se loro fossero fieri del proprio guinzaglio.

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