venerdì 30 luglio 2010

e adesso?

Per quanto gli espertoni di sempre ci dicano come andrà a finire, io non credo invece che si possano fare previsioni precise e specifiche sul "dopo Fini". Berlusconi regala sempre sorprese, mai gradevoli, sempre irritanti, spesso contrarie al buon costume della politica e del civile convivere, e soprattutto troppo istintive e prive di una visione d'insieme.
La prima considerazione nazionalpopolare che mi viene in mente è che fa rabbia vedere che il berlusconismo possa finire grazie a Galeazzo Ciano e non ai nostri partigiani. Certo, per restare nell'evocazione, non si ripeterà un Processo di Verona - che in fondo è stato celebrato stanotte, né tantomeno un piazzale Loreto; però che l'Opposizione si ostini a non voler esistere, né tantomeno resistere, ormai genera nausea, specie dopo gli incontri bipartisan (o presunti tali) per il Csm.
La seconda considerazione ricalca quanto scritto da Michele Serra il 27 luglio scorso:
Non si sottolineerà mai abbastanza la singolarissima vicenda di un ex fascista, nostalgico per ruolo e per stipendio quando era segretario missino, che si mette in testa di far nascere una destra non solo post-fascista, ma addirittura post-italiana. Molto è stato scritto in proposito, ma la spiegazione profonda ancora sfugge. Che cosa gli abbia attraversato il cervello non si capisce bene, se non che la frequentazione attiva e solidale di Berlusconi e dei suoi gli abbia ispirato una invincibile refrattarietà. Così che anche alla destra finiana, per ora immaginaria, calza a pennello il verso di Montale: "codesto solo oggi so dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
Cui modestamente aggiungo uno stizzito rimprovero: Berlusconi sorprende, è vero; ma non è mai stato una sorpresa. Quello che è lo scriviamo/diciamo da anni. Che Fini si stia svegliando solo adesso, e soprattutto grazie alle "nuove" leve di AN, non gli fa fare certo una buona figura. Sembra più un opportunista, un uomo per tutte le stagioni; e questo non gli gioverà nel suo futuro politico. Anzi. Sono convinto che si da adesso Fini stia pensando a qualcuno da mettere avanti a sé, per evitare che queste facili parole diventino motivo di campagna elettorale, e/o di pensiero comune tra gli elettori del centrodestra.
Sicuramente adesso non può contare esattamente su chi crede di poter contare: non tutti i finiani sono con Fini, e non tutti i componenti la fronda interna sono antiberlusconiani.
In questo momento di profonda crisi del centrodestra, dovrebbe entrare violentemente e a gamba tesa un centrosinistra già pronto con proposte concrete, un programma sui primi cento giorni di un futuro quanto imminente governo, una componente ministeriale perlomeno autorevole con i dicasteri cardine occupati da persone di indiscussa competenza, un progetto economico che riporti la Finanziaria nei giusti binari dell'equità... pura fantascienza, insomma.

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