venerdì 23 luglio 2010

il dibattito sulla Rai

Come ho scritto più e più volte, sulla Rai di cose da dire ce ne sono a palate: un'azienda così straordinaria non può permettersi di sopravvivere come sta accadendo in questi anni; e il fatto che qui affondiamo senza mai affongare non è una cosa di cui essere fieri, attraverso cui cesellare anche le nostre quotidiane convenienze. Semmai dovremmo riflettere tutti quanti che così non si può più andare avanti, e che il lavoro che ci aspetta è duro, pesantissimo e doloroso.
Nella mia profonda ingenuità ho provato a far capire a chi si erge a nostro giudice che le cose stanno come stanno anche per colpa della "nostra" parte politica, anche del conventicolismo di sinistra. Ma Michele Serra preferisce replicare a lettere "facili", quasi standard mi vien da dire, che gli garantiscano il canonico tornaconto di celebrazione per la sua favella sempre così composta e corretta (cfr il Venerdì uscito oggi) ma molto paracula.
Un altro che ne parla spesso, a ragion veduta (considerati i suoi trascorsi), è Luca Sofri: spesso scantona perché non ha il coraggio intellettuale di dichiararsi comunque un privilegiato; ogni tanto però ci prende, come in questo caso.
Il minimAL che commenta sono io: le contrapposizioni sanno forse di già sentito, ma sono comunque interessanti.

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