venerdì 30 luglio 2010

la 48esima ora di Civati e Metilparaben

Che ogni tanto anche i finiani svalvolino è cosa prevedibile, e in fondo coerente con la loro tradizione "post". Però che un pezzo da novanta come la Bongiorno s'inventi una regoletta che farebbe a pezzi tutti i blogger non giornalisti, è cosa fuori dal mondo. Per farvi capire meglio, copio parte di un un bel post di Metilparaben
... accade continuamente che un blogger esprima le proprie opinioni, riporti delle notizie che trova scritte su un giornale, o più raramente che dia conto delle testimonianze che ha raccolto per conto suo; può ben darsi, naturalmente, che quelle opinioni ("secondo me il Vaticano ha protetto i preti pedofili"), quelle notizie ("pare che durante il Consiglio dei Ministri Berlusconi abbia detto...") e quelle testimonianze ("uno che è stato in carcere mi ha raccontato che...") non siano dimostrabili: ma poiché il blogger non è un editore -il che equivale a dire, tra l'altro, che non incamera i cospicui contributi statali che agli editori sono riservati- egli non possiede gli strumenti di verifica né le competenze legali di cui invece i giornali possono dotarsi.
Ed eccoci arrivati al dunque; il tanto discusso "ddl intercettazioni" contiene una norma che non è stata rimossa neppure dopo le liti feroci che hanno spaccato in due la maggioranza: una norma che costringe tutti i blogger a rettificare ciò che hanno scritto, su richiesta degli interessati, entro lo stringente termine di 48 ore dalla notifica, pena una sanzione di 12.500 (dicasi dodicimilacinquecento) euro.
Ebbene, proprio perché -come dicevo prima- col lavoro di blogger non si campa, può essere ben possibile che in quelle 48 ore il malcapitato abbia la necessità di fare tutt'altro: lavorare, per esempio, oppure litigare con la fidanzata, o cullare il figlio piccolo che sta mettendo i denti, o andarsene al mare, o dedicarsi alle altre consuete occupazioni che caratterizzano la vita degli esseri umani; potrebbe essere che il blogger abbia espresso un'opinione propria, non fondata su prove documentali ma piuttosto su ragionamenti, congetture, ipotesi; così com'è assai probabile, infine, che di fronte ad una richiesta di rettifica il disgraziato non disponga degli strumenti giuridici per verificare se essa sia fondata o si tratti semplicemente di un'intimidazione finalizzata a fargli ritrattare quello che ha scritto perché dà noia a qualcuno.
Sapete, allora, come andrà a finire?
Andrà a finire che la maggior parte dei blogger, temendo di dover sborsare cifre proibitive per togliersi lo sfizio di scrivere quello che pensano, e stanchi di doversi precipitare a pubblicare una rettifica ogni volta che glielo chiedono, la pianteranno là e si dedicheranno ad altre cose: e che gli altri, quelli che proprio non potranno fare a meno di esprimersi, vivranno in un perenne stato di tensione aspettandosi da un momento all'altro un'allegra raccomandata in cui un avvocato sconosciuto intima loro di rimangiarsi le proprie opinioni.
E sapete chi ci rimetterà?
Ci rimetteranno coloro che frequentavano quei blog, perché evidentemente trovavano divertente, costruttivo e perfino utile leggere quello che c'era scritto e discuterne insieme.
Del resto ne avevo parlato anch'io a suo tempo, con tanto di supporto di un blogger che poi è sparito.
Ora, dato che Metilparaben oltre ad essere laziale - che è un difetto - è anche intelligente e dotato di grande sense of humor - che è un pregio che però cozza con la sua fede, ha inventato col Civati...
... un blog nel quale scrivere esclusivamente post "da rettificare". Post di tutti i tipi, ovviamente: da quelli di carattere ironico ad altri in cui si denunciano davvero fatti e circostanze che in base alla nuova normativa potrebbero dare luogo alla richiesta di rettifica da parte dei destinatari.
Il blog si intitola "
La quarantottesima ora".
Sapete chi scriverà i post di questo blog?
Tutti i blogger che vorranno farlo, ovviamente: basterà mandare una mail all'indirizzo alessandro[PUNTO]capriccioli[CHIOCCIOLA]gmail[PUNTO]com e pazientare il tempo necessario affinché il richiedente venga incluso tra gli autori del blog.
Ma non è tutto.
Al posto dei commenti, come potete agevolmente notare, ci sono le "rettifiche": ciascuno di voi potrà chiedere all'autore di rettificare in tutto o in parte quello che ha scritto, oppure integrarlo con ulteriori elementi che a loro volta potrebbero dover essere rettificati.
Si tratta, insomma, di una specie di mix tra ironia e denuncia, senza soluzione di continuità, che vuole mettere in ridicolo la norma anti-blog e allo stesso tempo costituire, per chi lo vorrà e con il supporto degli altri, uno strumento di disobbedienza civile rispetto alla censura che ci stanno per imporre.
Che aspettate?
Già, che aspettate?
Io ho aderito. E voi?

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