martedì 13 luglio 2010

la Rai siamo noi (il perché di una protesta)

Come raccontavo ieri, dall'alto del suo salotto nel maggio di quest'anno Michele Serra aveva scritto
"Quello che sbalordisce è che la pur nutrita schiera di persone che lavorano alla Rai per la Rai, e non per questo o quel padrone esterno, ancora non abbiano organizzato una ribellione memorabile"
dimostrandosi perlomeno incapace di fare un paio di telefonate per informarsi adeguatamente su quanto realmente sta accadendo qui in Rai.
È che gente come Serra considera attendibili solo i rivoluzionari che frequentano e che magari stanno lì accanto a loro a rimirarsi allo specchio della supponenza.
In Rai qualcuno si muove, e questo video che precede lo sciopero di lunedì ne è un simbolo più che potente.

1 commento:

Aldo Presti ha detto...

Quanto appare nel video è vero, e vale per tutte quelle realtà, lavorative ma non solo, che crediamo di conoscere solo perchè ripetiamo qualche luogo comune, che ci tranquillizza, ci consente di non fare un passo: una telefonata, come dici tu, una lettura in più, un gesto di solidarietà. Qualche volta mi piacerebbe telefonare in Rai, per porre qualche domanda, soprattutto durante certe trasmissioni che sembrano dimenticare il compito pubblico, utlissimo, della nostra televisione di Stato. A volte sembra che solo i cittadini di serie A riescono facilmente a far sentire la propria voce. Auguri per il tuo lavoro e per la tua/nostra Rai, che quando vuole mostra livelli di eccellenza non comuni.