lunedì 26 luglio 2010

per un nuovo Love Parade

Ogni volta che si parla di gggiovani si usano concetti e metafore che in realtà nascondono un moralismo bacchettone tardottocentesco, una cinica volontà di smontare ogni possibile forma di entusiasmo, un'idea ridicola e tumefatta di giovane che non esiste se non nelle menti piccine di chi la elabora.
Gli spazi che i giovani cercano in realtà glieli riduciamo al lumicino, circoscritti ad ambienti ed ambiti che definire zoologici è dir poco. Oppure, e ancor peggio, si crede che alla fine il giovane si voglia solo rincretinire senza che voglia usare quell'ingenua spensieratezza che è insita nel suo dna.
Lo cacciamo dentro le nostre gabbie di supponenza, lo costringiamo ad assumere sempre più le nostre vaghe espressioni di finto impegno e di  moralismo anticipato, pretendiamo di saperne più di lui anche quando riduciamo il suo futuro in un ammasso di rifiuti, di oceani contaminati, di politiche corrotte, di guerre senza senso, di culture prefabbricate, di lavori inutilmente scomodi e violentemente umilianti... e poi, però, quando ci rimette la pelle a causa nostra, anziché migliorare le condizioni del suo divertimento, anziché tutelare le sue gioie con un minimo di buona organizzazione e di buon senso, speculiamo sulla sua morte ben contenti e felici di avergli tolto l'ennesimo giocattolo.

Nessun commento: