venerdì 27 agosto 2010

insultiamoci e diventeremo grandi

Sempre sul caso Mancuso (da me sviscerato sia qui che qui), oggi su Internazionale il direttore De Mauro la butta in caciara sbagliando totalmente obiettivo: "principio interessante quello di Mancuaso, ma che obbligherebbe tutti gli autori di ogni casa editrice a indagare sul corretto comportamento del loro editore". Editore, appunto. Punto e basta.
Poi la butta sul populista segnalando come sia statisticamente impossibile che tutti e 3.750 dipendenti mondadoriani siano dei berlusconidi. Altra mira sbagliata: ma ne avevo già parlato pochi giorni fa.
Però, e perlomeno, il figlio del grande linguista si mantiene su binari civili.
Chi, invece, insulta chiunque non la pensi come loro/lui (boh) sono i bambini Wu Ming, dipendenti di Berlusconi anch'essi/egli ma pronti ovviamente ad aggredire e veementizzare contro qualsiasi altra argomentazione che non sia la loro.
M'ero sempre chiesto come mai questo blog sia quasi sempre fermo in classifica. Troppo aggressivo? No, c'è chi lo è di più e va come un treno. Troppo furbetto? No, c'è chi lo è e va come due treni. Troppo supponente? No, c'è chi lo manifesta meglio e va come tre treni. Troppo permaloso? No, c'è chi lo è ontologicamente e va come quattro treni.
Mi ero dimenticato però degli insulti: ecco, forse se cominciassi a insultare voi e soprattutto la vostra intelligenza, sarei il miglior blog del pianeta... unto del signore dei bit.
Bah...

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