lunedì 2 agosto 2010

la paura dei fischi, la paura del domani

Che oggi nessun rappresentante del governo vada alla commemorazione della Strage di Bologna dà l'esatta misura della maturità intellettuale e politica dell'italiano medio, quello rappresentato da La Russa che si giustifica spudoratamente con un "altrimenti ci fischiano", quello rappresentato dagli elettori del Pdl che faranno capriole dialettiche per giustificare siffatta codardia (ma sopratutto siffatta mancanza di rispetto per le istituzioni).
Se i politici dovessero rinunciare alle commemorazioni temendo qualcosa, avrebbero sempre da giustificarsi e da non partecipare a nulla, perché comunque un pretesto lo troverebbero sempre.
Eppoi questi ex fascisti, che di ex hanno poco e di fascisti tutto, non hanno i coglioni di sfidare la propria onorabilità. È evidente che se una cittadinanza così aperta, moderna e avvertita come quella bolognese ha qualcosa da fischiare è perché ne ha ben donde. Un paese come il nostro dove anche l'omicidio della povera Claps cela segreti che sono già muri di gomma, o come quello della povera Marta Russo i cui aguzzini sono stati difesi da tutto il possibile sistema trasversale delle conventicole, la presenza a Bologna del Governo o di una qualsivoglia istituzione (vero Napolitano?) avrebbe significato comunque qualcosa, anche se adombrata da legittimi e civilissimi fischi.
Vedremo se D'Alema saprà convincere i colleghi a non rinnovare il segreto di stato per questo episodio italiano, così immondo e così chiaro.
Concludo rimandandovi a questo ottimo libro di Riccardo Bocca che di cose nuove ne aveva dette e che naturalmente sono state ignorate anche dai suoi stessi colleghi di cordata.

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