lunedì 2 agosto 2010

Minzolini spiega se stesso

Si "spiega". Già. Come un tovagliolo. Senza contraddittorio.
Dal Foglio, of course
Il direttore del Tg1 spiega al Foglio la sua filosofia editoriale e la sua idea di servizio pubblico: “Per me significa tentare di rappresentare il baricentro del paese. Quando sono arrivato l’impressione era che lo scenario televisivo fosse diviso in due grandi pianeti, Rai e Mediaset. Nella logica della Rai, il baricentro era quello del pianeta Rai. Il Tg1 parlava al popolo Rai ma non all’altra metà del paese, e nemmeno si poneva il problema di farlo. Per una questione aziendale, più che politica, con la crisi della tv generalista ho dovuto cambiare linea editoriale. Per sopravvivere bisognava parlare a tutti, bisognava cercare il baricentro del paese e non più quello della Rai. Ho fatto cose necessarie, come aprire un ufficio di corrispondenza del Tg1 a Milano, l’enclave di Mediaset. E’ venuto giù il mondo”. Ma i risultati, precisa Minzolini, “si vedono. Ieri il Tg1 ha superato di più di sette punti il Tg5, l’altro ieri di quattro, il giorno prima di nove”.

Questo conferma che “la funzione di un tg istituzionale, come è inteso il Tg1, è di parlare a tutta l’opinione pubblica. E come mai, dopo le mille polemiche contro di me, gli ascolti che perdevamo (c’è una perdita fisiologica, dopo ogni cambiamento) non si rivolgevano altrove, in un’azienda fatta di quattordici testate e tre tg? La risposta è che c’è una parte della cultura della sinistra così arretrata da non riuscire a intercettare nemmeno quello che noi perdevamo”. Un’accusa frequente al Tg1 minzoliniano riguarda l’omissione di notizie sgradite alla maggioranza: “Ma parliamo seriamente di servizio pubblico – replica Minzolini – per esempio del fatto che in questi giorni ci sono stati quarantuno arresti di aderenti alla Sacra corona unita e dieci arresti di affiliati a una cosca di Rosarno. Conta più questo o le inchieste confuse, stile P3 (ma chiamiamolo ‘caso Carboni’, è meglio)?

Nessun commento: