giovedì 26 agosto 2010

primarie?
no, grazie: la dittatura illuminata non le tollera

Sin dalle elementari dovrebbero imporre a tutti i figli dei sinistrorsi la lettura integrale della Storia del Partito Comunista curata dal compianto Paolo Spriano, così una volta cresciuti forse eviterebbero di straparlare. Il motivo è semplice: già allora altri straparlarono, e il risultato si è visto. E quelle astrusità verbali controproducenti sono già state sviscerate a dovere... basta leggerle.
Quando dovevo portare quei tomi agli esami universitari, quasi piangevo. Vedere che nonostante avessero le soluzioni a portata di mano, quegli uomini così straordinari si ostinassero a perseguire le strade dell'errore, mi creava un dolore addirittura fisico che ancora conservo nella memoria ("rimembro", insomma).
E se quelli comunque erano uomini straordinari, non si capisce perché i nostri ominicchi ordinarissimi debbano comportarsi meglio. Tenendo conto che il piatto è già pronto, e la via ben delineata, mi sfugge perché a sinistra sfuggano le più banali regole del creare un divenire migliore e credibile.
Ha totalmente ragione Vendola quando ripete che non bisogna trovare un Berlusconi di sinistra, e io aggiungerei che non si deve neanche continuare a ragionare con i vecchi schemi così concilianti e sempre autoreferenziali tipici del peggiore Veltroni (sempre che poi esista qualcosa di buono in Veltroni).
Secondo certe ottusità, care a chi in un mondo normale conterebbe nulla e qui però può presenziare perché di normale c'è nulla, le primarie dovrebbero essere qualcosa di nuovo bla bla bla; ma in realtà sono un modo posticciato e molto postveltroniano di scimmiottare gli statunitensi senza possedere però analoghi principi razionali e identici ragionamenti concreti.
Voglio dire che per noi i candidati alle primarie vengono eletti con giochini tecnicamente offensivi ed eticamente assurdi. In più vince sempre e solo chi sa mediare tra le varie centro/estremità del pensare di sinistra (anche qui: sempre che a sinistra sappiamo pensare). E quindi si ricorre sempre al prodista di turno. Grande, grandissima cazzata. Almeno per un motivo che cercherò di riassumere.
Se la sinistra è il luogo/covo della Ragione, su certi argomenti nodali NON ci deve essere mediazione. O si perseguono in UN modo, o tanto vale rivotarsi al berlusconismo perenne.
Sui diritti dei gay, per esempio, o sulla meritocrazia, o sul demilitarizzare la Rai, o sul conflitto di interessi; o su cose banali come una scuola moderna, una vera laicità dello Stato, un far rispettare le leggi (da quelle della strada a quelle del terizario), un disintegrare le quattro macrocriminalità, un'umiliare gli evasori fiscali, un difendere veramente le donne, un consentire una ricerca scientifica vera, un contrastare fattivamente l'arroganza delle banche e delle assicurazioni e dei macroproduttori, un produrre sistemi concreti per un'economia che dia spazio ai giovani e alle innovazioni...
Non esistono metodi al plurale per studiare leggi o applicare quelle preesistenti affinché i suddetti punti granitici si realizzino, non esistono interpretazioni tra i dettami di tizio a caio. Il metodo è uno, e uno solo!
E fare i fighetti turlupinando gli elettori con rimedi psuedodemocratici è da ottusi ed egoisti; vuol dire appunto ripetere gli errori dei nonni quando ebbero mille opportunità per arginare il Fascismo... e le elusero tutte (geniale, tristemente geniale).
Certo, finché avremo gli gnagnagna del vile di turno, finché predicheremo bene e razzoleremo male come certi - troppi - compagnucci di casa nostra, un'attitudine così ovvia non si porrà mai in essere.
UNA persona, UN programma, UN governo tecnico (i politicanti servono a scaldare le sedie), con più partiti alleati - questo sì - che riescano a mediare tra i loro elettori affinché capiscano che è il momento di comportarsi da uomini veri e non da italiani.

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