martedì 24 agosto 2010

soccorrere Berlusconi anche quando non è richiesto

La ormai patetica uscita di Vito Mancuso di fatto ha creato una serie di elementi sgradevoli e quasi granitici tipici del modo di pensare all'italiana. Cerchiamo di analizzarli schematicamente.
  • Ponendo la questione solo sul piano dello specifico dettaglio giudiziario che coinvolge la Mondadori berlusconiana, Mancuso ha purtroppo contribuito a bypassare l'intero vulnus della questione: ha cioè creato una sorta di punto di partenza di un eventuale "disagio intellettuale" datandolo al 2010, mentre di fatto questo disagio avrebbe dovuto sussistere 17 anni fa, quando lo stesso Berlusconi cavalcava il berlusconismo che lo aveva preceduto e facilitato, entrando in politica e rovinando indelebilmente ogni cosa che tocca(va). Del resto solo pochi e coraggiosi intellettuali si staccarono immediatamente dalle sue aziende ben prima che questi 17 anni diventassero ormai Storia.
  • Gli attacchi contro Mancuso non sono mancati, ma non nei percorsi manifestati da questo blog, e soprattutto da parte di chi sbatte moralismi a correnti alternate (ma che poi è scappato dalla propria regione anziché restarci e combattere per una vera morale vincente). Anzi, queste persone hanno insistito - come ho appena dimostrato - solo sul vulnus giuridico della questione sottolineando come la Mondadori abbia superato vittoriosamente due dei tre gradi di giudizio, e che quindi la polemica non doveva sussistere. Se volessi cadere nella stessa trappola (in)volontariamente suscitata da Mancuso, potrei far notare che la Mondadori non vuole affrontare il terzo grado di giudizio avvalendosi anche e proprio di una legge ad aziendam. Se volessi, invece, essere più concreto, sottolinerei ancora una volta le contraddizioni di questa sinistra così cialtrona: mi basterebbe ricordare che ci sono personaggi della sinistra peggiore che hanno perso tutti e tre i gradi di giudizio, con condanna definitiva di correità in un omicidio di un servitore dello stato, ma che comunque possono quotidianamente sbomballarci i coglioni con le loro sciocchezze e il cui status di mandante di un omicidio viene sempre messo in dubbio. Scusate, ma questo accettare le sentenze a corrente alternata come lo vogliamo chiamare?
  • Di fronte al gnagnagna di Mancuso la reazione degli intellettuali-di-sinistra-ma-che-si-ostinano-a-lavorare-per-Berlusconi è stata perlomeno ridicola: Augias attende il dibattito con i suoi lettori mantovani (bello scaricabarile!); la Marzano (ma chi è?) resta "fedele alle persone con cui lavora" (basta cambiare la preposizione e viene fuori anche il "collega" Berlusconi, quindi); Zagrebelsky va a corrente alternata dicendo che "Il problema esiste e riemerge a tratti come un fiume carsico" (allegoria involontariamente efficace visto che i fiumi carsici a volte non si sa neanche che esistano)... 
  • Insomma, non ve ne siete accorti? Questi intellettuali sono così egolalici ed egocentrici che pensano solo alla quaestio del se abbiano subito o no chissà quale censura; non l'hanno subita?, e allora poco male. Del resto, chissenefrega... tanto ci pensano con i loro scritti a dirci cosa dobbiamo pensare e come dobbiamo agire, aggirando loro per primi questi dettami così assoluti. Voglio dire che il berlusconismo è un male totale, non personalistico! E se Augias o chi per lui non è stato singolarmente censurato, lo è stato però il paese che gli ha dato natali e successi! E ad un intellettuale vero e sensibile queste cose NON devono sfuggire, ma devono essere invece lo sprono per un'autocritica e per una lotta seria, concreta, nitida, strategica, intelligente... altro che gnagnagna!
ps scusatemi se ho scritto "bypassare"; è orribile, lo so.

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