martedì 28 settembre 2010

siamo porci come romani


L'uscita di Bossi appartiene a quelle tipiche non notizie che tutti i giornalisti - e adesso anche i blogger - rincorrono dando loro un'importanza e una dignità che invece non meritano.
Però, va detto, basta avviare Google Map e girare virtualmente per Roma, per notare immediatamente alcune incongruenze sparse: macchine parcheggiate alla volemosebene, motorini e sterco sui marciapiedi, muri graffitati ovunque, una pavimentazione stradale da Terzo Mondo (con tutto il rispetto per il Terzo Mondo).
La cosa quasi irritante è che i romani non sopportano le critiche esterne, anche se poi sono proprio loro i responsabili del degrado. Anziché prendersela tanto, perché non si fanno un giretto per le altre città italiane (del nord, ovviamente) e soprattutto europee per rendersi effettivamente conto di come stiano le cose?
Io di viaggi ne ho fatti, haivoglia, e mai ho visto le schifezze che si vivono in questa città. E non sono schifezze fisiologiche - tipiche cioè di una grande metropoli, ma procurate da incuria, menefreghismo, arroganza e maleducazione. È facile additare questa incuria solo alle amministrazioni di turno (Rutelli e Veltroni hanno aggiunto di loro, diciamolo): se un cittadino è uno zozzone, e appena viene ammonito o multato reagisce come se avesse ragione, c'è poco da fare i giochi ai distinguo.
I romani sono porci, e che ce lo venga a dire uno come Bossi fa più male della zozzuria che inoculano quotidianamente nella propria città.

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