giovedì 28 ottobre 2010

articolo tre

Qui in Rai se ne vedono sempre di cotte e di crude: vivendo accanto a mille altri volti di ogni possibile estrazione sociale e politica, si vede l'Italia, in ogni sua possibile versione.
Uno ci fa l'abitudine. Anche perché il solo dire di lavorare alla Rai fa riempire la bocca ma non è certo sostanza della propria essenza.
Uno ci fa l'abitudine, e ogni tanto scorge qualcuno di interessante, se non addirittura di promettente. Con il resto si attua una forma di difesa/tolleranza che funziona (quasi) sempre.
Se c'è, però, una categoria di persone che veramente non sopporto sono quelle che si ammantanto di difese di principi assoluti, anche attraverso titoli e propositi delle proprie trasmissioni... non rispettandoli per primi.
Pensate che in questi corridoi, proprio questi paladini dei diritti... fumano! Già, fumano. A rotta di collo. Fumano fregandosene degli altri. Fumano noncuranti delle cosiddette leggi vigenti che per primi vantano come propri riferimenti.
Poco male, direte voi
C'è di peggio, direte voi.
Davvero c'è di peggio?

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