venerdì 29 ottobre 2010

forza Obama

Sono a disagio, profondamente a disagio, ancor più se penso che non posso fare nulla per cambiare le cose, e che magari questo post comporterà solo un'alzata di spalle o un "è così, che ci vuoi fare"; però lo dico lo stesso: quanto mi fanno incazzare tutti quelli che hanno lasciato Obama solo.
È un sentore, il mio, impalpabile e difficilmente descrivibile o documentabile: però in questi lunghi mesi della sua presidenza, l'unica attività italica che ha circondato Obama è stata il "adesso cadi, adesso cadi, adesso cadi... lo vedi che sei caduto?".
A parte noi blogger di bassa fascia, e i giornalisti di poco conto, tutti gli altri hanno sempre e solo puntato alla denigrazione, al sottolineare sempre e solo aspetti più o meno negativi della sua politica.
È come se la sua figura così implicitamente rivoluzionaria, così prospettata a un futuro cui tutti devono - finalmente - lavorare e collaborare, abbia spaventato chi invece preferisce stare fermo e tener fermi gli altri.
Adesso che, nell'imminenza di queste elezioni, è chiaro che Obama subirà una sconfitta cocente, voglio proprio vedere quanti saranno capaci di ammettere una sconfitta ben più grande di quella meramente politica, una sconfitta di un modo di saper vivere più concreto e coerente, più realista e rivoluzionario.
Obama può (poteva) essere la chiave per un mondo nuovo, forse imperfetto, ma sicuramente migliore di quello che stiamo vivendo adesso.
Scusate l'inutile sfogo.

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