giovedì 7 ottobre 2010

la diretta che fa vergogna, la differita che fa ribrezzo

Che il giornalismo nostrano abbia raggiunto livelli assimilabili alla condizione culturale ed etica in cui viviamo, è confermato ogni giorno da mille e uno dettagli più o meno gravi.
Gli ultimi due credo siano gravissimi.
Ieri sera la mamma della piccola Sarah è stata informata della terribile novità... in diretta televisiva! Con una sensibilità umana da parte della Sciarelli pari allo zero assoluto. L'Ordine dei Giornalisti e la Direzione della Rai dovrebbero intervenire immantinente punendo la signora per una così evidente e totale mancanza di rispetto. E, invece, i quotidiani ne parlano (e addirittura RaiNews24 se n'è quasi vantato) senza neanche alludere a una mostruosità simile.
Oggi Repubblica cartaceo denunciava una lezione negazionista da parte di un professore universitario evidentemente consulente di qualche senatore distratto. E fin qui è cosa prevedibile, contro cui mai si abbatterà la scure del licenziamento e dell'inibizione perpetua dai pubblici uffici (come accadrebbe in ogni paese civile). E cosa scrivono i giornalisti? "È polemica"!
Che cazzo c'entra la "polemica"? Scrivere "è polemica" significa lavarsene le mani, e, con la scusa del giornalismo oggettivo, dare invece eguale dignità ad ambedue le posizioni. Un professore negazionista non "è polemica", è uno stronzo. Punto e basta.

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