giovedì 21 ottobre 2010

le regole, oltre Formigoni e Santoro

Purtroppo ne stanno parlando i soliti pochi: sembra che per candidarsi alle elezioni regionali - poi vinte, il Formigoni abbia goduto di una raccolta di firme perlomeno curiosa. Anzi, se eliminiamo certe firme contestate dai radicali, il rappresentante del Pdl non sarebbe riuscito a raggiungere il minimo di firme obbligatorio per poter partecipare alla gara elettorale.
Qui i radicali illustrano corposamente tutti i loro sospetti... mentre io mi chiedo come mai si debba sempre e solo vedere certe cose in maniera faziosa.
Mi spiego: i mass media non ne parlano perché si tratta di Formigoni; fosse stata una casetta di Fini o un inciampo di sinistra (e ce ne sono) si sarebbe scatenato il putiferio.
Ma anche da parte nostra va detto che le cose funzionano più o meno allo stesso modo. Senza ribadire il mio ormai antico scazzo con Michele Serra (a proposito: ancora non mi ha controreplicato), vi segnalo che il Severgnini ha messo su Italians le mie osservazioni su Santoro, comportando una conseguente messe di mail inviate al sottoscritto che hanno confermato certe mie visioni.
C'è chi mi ha giustamente scritto:
Le 'minacce' del regolamento aziendale Rai sono così molli che neanche un bambino potrebbe impaurirsi. Alla BBC, invece, esiste un altro peso: fai qualcosa fuori regola? Vieni licenziato all'istante.
E per quel poco che i sindacati possono dire e fare, anche loro sono d'accordo che chi ferisce l'esprit de corp non ha nessuna ragione di continuare a lavorare nell'istituzione
C'è chi ha avallato il mio post, ma con una certa stizza personalistica:
È proprio vero i regolamenti sono uguali per tutti, ma per qualcuno lo sono di più!
C'è chi invece guarda la pagliuzzona altrui:
Questo rispetto del regolamento vale a maggior ragione per chi le regole se le scrive da solo o comunque le adatta ai propri bisogni? Oppure, dato che c'è, le può cambiare di volta in volta?
Per essere più chiaro, il principio vale anche per Berlusconi
Per me vale quant'ho scritto più volte: una regola è una regola indipendentemente da chi la infrange o dalla presenza o assenza di chi la applica.
Certe cose non si fanno, punto e basta.
E tirar fuori il "ma loro" o "lo fanno tutti" o "bisogna essere elastici" sono tutte chiacchiere all'italiana che non mi appartengono.
Formigoni deve chiarire, ma non perché Formigoni, ma perché sembra che abbia infranto le regole.
Il resto è un modo molto santoriano di personalizzare tutto, e non possiamo/dobbiamo più permettercelo. Dobbiamo crescere, e molto pure.

per l'immagine © Peter Callesen

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