mercoledì 3 novembre 2010

il Municipio I di Roma cerca persone simpatiche

Vi ricordate di Orlando Corsetti? Ne parlò tempo fa Andrea Romano in questo simpaticissimo articolo .
Ebbene, è il Presidente del Primo Municipio di Roma (il cosiddetto "minisindaco"), quello più prestigioso e più bello... perlomeno sulla carta.
Sto disperatamente provando a cambiare domicilio, a trasferirmi ufficialmente da quello di mia madre in Prati/Della Vittoria a quello di mia moglie, qui a Testaccio.
In qualsiasi paese europeo sarebbe cosa di pochi secondi; e del resto anche all'altro Municipio il fare certi documenti richiedeva il tempo di un respiro.
L'altra volta c'era una bella assemblea sindacale - non segnalata allo/dallo 060606, che mi ha fatto perdere mezza giornata di permesso. Il bello è che si riunivano per chissà quali diritti (che andrebbero sempre accompagnati dai doveri... che qui non ci sono), e riaprivano al limitare della chiusura diurna. Bella presa in giro.
Ieri pomeriggio ho riprovato a entrare. Ero tra i venti previsti (dico: solo venti pratiche di residenza al giorno nel Municipio più importante della Città Eterna!). Ma le simpatiche inefficienti e maleducate addette hanno iniziato con venti minuti di ritardo, si sono messe a chiacchierare tra loro per buona mezzora, hanno usato i tre sportelli a singhiozzo e non continuativamente (gli altri 18 erano o chiusi o dedicati ad altro), e ci hanno cacciati via in tre senza servirci e prendendoci pure per degli scemi ("evidentemente non è chiaro quello che abbiamo scritto").
Fatto sta che neanche oggi sono riuscito a cambiare domicilio. Dico, sono entrato alle 14,00 e uscito via alle 17,00!
La domanda è semplice: perché il Primo Municipio di Roma non mi assume?
Io sono educato, efficiente, civile, disponibile e soprattutto... lavoro. Così poi mi faccio il documento da solo, prendo nota dei colleghi che non fanno nulla, il giorno dopo mi licenzio con il documento bello che fatto, e denuncio chi dico io per sospensione di pubblico servizio.
Come la vedete?

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