mercoledì 10 novembre 2010

io me ne andrei

Guardate che ieri avevo linkato il pezzo di NosferSallusti, il direttore del Giornale di Herzog, non certo un mio pensiero.
Detto ciò, al via una serie di premesse.
Vieni via con me è una trasmissione coprodotta dalla Rai e da Endemol (che è anche di Berlusconi), e che l'altro ieri cotrasmetteva anche Il Grande Fratello con Mediaset (che è di Berlusconi). Se per gli ascolti la Rai ha vinto contro Mediaset (che è di Berlusconi), Endemol (che è anche di Berlusconi) ha invece dormito comunque sonni tranquilli.
Saviano è un fanciullo straordinario che combatte contro cose più grandi di lui. Ha un pregio immenso e che gli invidio dal più profondo del cuore: il coraggio... e (ancora) una beata incoscienza. Però è pedantemente strumentalizzato da troppi furbi che ne stanno rovinando l'immagine e gli orientamenti: anche questo è fango, caro Roberto; il peggiore.
Dimenticavo: Saviano è contrattualizzato Endemol (che è anche di Berlusconi) e scrive per la Mondadori (che è di Berlusconi). Purtroppo, però, l'altra sera ha dimenticato di dire in buonafede che tra i primi a delegittimare Falcone fu anche l'adesso dipietrista Leoluca Orlando (lo accusò di avere prove contro Salvo Lima e di tenerle chiuse in un cassetto). E qui viene fuori una minuzia che rappresenta in nuce la strumentalizzazione subita da Saviano: non ha mai un contraddittorio; televisivamente ed eticamente potrebbe diventare dannoso.
Fazio è la palude fatta conduttore. Se MicroMega ha saputo ben restituirne un ritratto a tutto tondo, va detto che la sua non televisione vive di un balbettismo studiato, e di un qualunquismo voluto, che a volte addirittura imbarazzano. C'è un solco tra la gggente e Fazio, un solco profondissimo: lui lo sa e ci si crogiola sopra; i suoi spettatori ancora non l'hanno capito, e lo credono l'unico - o tra i pochi - capace di fare della buona televisione.
Certo, che lui guadagni montagne di soldi mi frega nulla (mentre mi interessò la comunque eccessiva buonuscita che pretese da La7 quando si arenò il suo progetto con quell'emittente; con quei soldi si potevano salvare posti di lavoro dei dipendenti invece esuberati, altroché): mi piacerebbe però che una volta ammettesse di essere stato tra i tanti a strabeneficiare per anni di quello stesso sistema che oggi contesta con finta ingenuità.
Se Saviano è puro - nonostante gli editori per cui lavora, Fazio è stato più che un inconsapevole balilla del berlusconismo in salsa sinistrorsa. Certe sue uscite sanno quindi - e ancor più - di artefatto, e fanno venire i nervi più che i sorrisi.
Benigni. Mi autocito:
In quel di un Sanremo di qualche anno fa, Benigni fece una cosa poco simpatica. Cecchi Gori era nei guai e non poteva coprire la distribuzione del(lo scandaloso) Pinocchio. La Warner da una parte, e un cartello di privati dall'altra, si offrirono per aiutarlo nella distribuzione, ma Benigni cosa fece? Andò a cena da Berlusconi e concordò la distribuzione del film con la Medusa. Qualche idiota scrisse che così si manteneva l'italianità dell'operazione, ignorando però che la Miramax americana era presente sin dall'inizio! Riviste e quotidiani del centrosinistra fecero finta di niente, dipingendo come eroe un comico che non aveva fatto nulla per approfittare della situazione, magari denunciando uno stato di fatto.
Al di là dell'esempio in sé, mi colpisce che alla fine la sua unica vera battuta sublime sia stata sui bicchieri di Masi. Il resto è stata grande professione; e forse l'unica cosa degna di nota è stato l'epilogo finale in difesa della vita di Saviano. Notevole.
L'intera trasmissione è stata anche pompata da un boicottismo contrario - diciamolo, su! - poi rivelatosi inconsistente e addirittura superproducente. Ma se voleva essere una sorta di Anno Zero misto a Ballarò - ma meno schierata, la cosa non è riuscita. Se voleva essere un Che tempo che fa più incisivo, forse qualcosa resterà.
Quando ho buttato là questi concetti a voce, un mio collega mi ha subito detto che stavo attuando la metodica della fabbrica di fango tanto ben delineata da Saviano. Sarà: ma Falcone lavorava per lo Stato, e quindi non poteva essere certo responsabile delle persone che lo "comandavano", perché lo Stato è kantianamente qualcosa di altro; Saviano e Fazio scelgono per chi lavorare. È un po' differente, un bel po' differente.
Da tutto questo si potrebbe dire che stia condannando quest'operazione. Vero, ma non totalmente (alla fine ho riso e partecipato, altroché). Ma il mio fastidio è più impalpabile/indescrivibile che così netto come appare invece in queste scarne righe.
Oltretutto ho percepito entusiasmo, indignazione e partecipazione da parte di chi invece in genere non si preoccupa dei temi trattati da Fazio e Saviano. È una gran cosa. Dimostra che forse il vaso è colmo e che l'acqua sta per inondare il paese. Certo, raggiungere una vittoria avendo accanto uno come Fabio Fazio non è granché, e fa rabbia perché lui è uno di quelli contro cui si dovrebbe combattare.
Dopo la Resistenza, a guerra finita, il vero sgomento vissuto dai partigiani puri e crudi fu il vedersi circondare dai vari Fazio della situazione che si prendevano meriti non propri. Be', quando Berlusconi sparirà definitivamente, il berlusconismo purtroppo sarà rimasto, bello e granitico: non dimentichiamolo, e non dimentichiamoci di chi farà sorrisetti di meriti che mai ha avuto il diritto di indossare.

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