giovedì 4 novembre 2010

oh belli addio

'sta storia che a Sanremo prima bisognava cantare Giovinezza per bipartisanismo con la prevista Bella ciao, e che adesso è meglio evitare di proporle tutt'e due, non è il simbolo dell'Italia bunga bunga, ma la sua conseguente aria mefitica. Da un cadavere non puoi aspettarti che la puzza, specie se è stato abbandonato in un campo di rifiuti.
Certo è che il solo fatto che una cosa del genere sia venuta in mente dà l'esatta idea di quante e dannose siano state le varie prese di posizione "nostre" (e ribadisco NOSTRE) nell'arco di questa bananosa dittatura di ominidi berlusconiani.
Dico, ma quando Violante omaggiò i "ragazzi di Salò" (cioè coloro i quali scientemente e volontariamente aderirono all'antisemitismo e alla ferocia nazista); ma quando Ciampi blaterò di "storia condivisa" (eccome se non lo è, caro il nostro Carlo Azeglio); ma quando si proclamarono due date di commemorazione vicinissime, la prima dedicata alle vittime della Shoah (che è figlia di un'ideologia e di una mentalità, anche cristiane), la seconda a quelle delle foibe (frutto, invece e storicamente, solo di una rappresaglia militare e non ideologica nata come risposta alle malefatte fasciste in terra slava, altro che chiacchiere)... che tipo di atteggiamento ci dovevamo aspettare? Di responsabilità? Di ammissione dei torti fascisti? DA QUESTI QUI?
Ma siamo scemi?
Il solito atteggiamento alla Veltroni: caliamo le brache, ma quelle degli altri, nel nome di un buonismo sciatto e irresponsabile che ha portato l'Italia allo sfascio totale e generale.
Se oggi le imprese dei giusti sortiscono questi denigramenti - persino dallo scranno di Sanremo, vuol dire che i danni dei "nostri" sono stati ben più gravi della pochezza "loro".
E prendere a calci nel culo i "nostri" non è solo la giusta soluzione per liberarcene al più presto, ma per punirli come meritano: hanno svenduto la nostra memoria e la nostra dignità.
Vergognatevi, siete indegni di appartenere alla sinistra.

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.


Oh partigiano, portami via,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Oh partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.


E se io muoio da partigiano,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.


E seppellire lassù in montagna,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.


E le genti che passeranno
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»


«È questo il fiore del partigiano»,
oh bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»

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