martedì 23 novembre 2010

vieni via con te

L'altro giorno ho incontrato una carissima famiglia di emiliani, di quelli che quando li trovi li conservi ben benino nel tuo cuore, perché persone generose e straordinarie (ne parlai qui). La sorella del capofamiglia mi legge, e non può che farmi piacere (e anche soggezione), e crede che io ce l'abbia con Saviano. Ribadisco: con lui, no; con Fazio, sì.
E del resto, anche ieri - proprio ieri - Fazio ha ribadito la sua strategia, magari meno invasiva e dannosa delle altre due puntate, ma pur sempre evidente. Banalizzando: in primis la battuta contro quel Savoia da lui strasdoganato, e poi l'aver accerchiato l'intervento di Maroni con interventi che rimandavano a cose poco edificanti di cui erano state responsabili delle minoranze delle Forze dell'Ordine (di cui il Ministro dell'Interno è perlomeno il capo; politico, ma pur sempre capo). Anzi, a latere: evviva la famiglia Cucchi che pretende giustizia e non ridicoli monumenti autostradali.
Fatto sta che proprio ieri abbiamo avuto la possibilità - in una puntata meno forte, diciamolo - di ammirare la credibilità e lo stile di Saviano. Pur con tutti gli appunti che sicuramente gli riverseranno contro i fighetti (figli dei padri che di firme-contro se ne intendono), la lezione sulle ecomafie è stata eccellente (a parte l'inutile e stucchevole inciso declamato da Salvatores); l'elegia a Giacomo Panizza è stata addirittura propedeutica (e lo dice uno che dei preti ha imparato a non fidarsi sul campo: Farinella e Picchi insegnano).
Onestamente ho trovato inutile l'intervento di Guzzanti, e di maniera quello para-femminista con la nostra Susanna Camusso, ma sono opinioni personali e non sostanziali.
Inciso fondamentale: se potete vedere online quanto vi ho segnalato nei vari link è grazie a un collega che ha fatto la notte qua dentro. Professionisti della Rai, quelli veri: mal pagati e con bruttissime prospettive professionali davanti al muso.

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