sabato 18 dicembre 2010

mi rivolto, dunque siamo

Mi hanno scritto due fanciulle di collaudata intelligenza (la seconda scrisse per me anche quest'ottima analisi). Ho omesso i loro nomi per ovvi motivi. Le cose che dicono, però, hanno senso e valore.
Leggerle non costa nulla
Carissimo,
io alla "veneranda" età di  30 anni
- dopo essere stata picchiata a Napoli (mi hanno trovato in un vicolo dietro una macchina che mi soffiavo il naso e pesavo 46 chili per 1.75: mi hanno menato di brutto!)
- dopo aver visto da vicino cosa è accaduto a Genova (facevo parte dell'infermeria di strada), merda e disorganizzazione da una parte e dall'altra, per non parlare dei vari CarusoCasarini
- dopo aver compreso che i ragazzetti non sono capaci di relazionarsi con qualcosa di diverso dalla loro ideologia... lo stato deve mantenere l'ordine lo sappiamo!
Credo che l'unica cosa chiara è la assoluta non rappresenzanza POLITICA
La destra... chi? Berlusconi? Dove è destra? Fini?
La sinistra... Bersani? Fassino? D'Alema? Basta!
Questa è gente che non ha idea di quanto costi il pane!
Io mi vergogno.
Mio padre - uno che ha conosciuto Feltrinelli e l'ing. Bordiga,
mio nonno che è stato nei campi di concentramento
sono sconcertati
C'è chi cerca colpe, chi cause... io mi vergogno!
Scusa lo sfogo!

Ecco la seconda:
... visto che oramai è prassi questa nostra corrispondenza su temi "scottanti" di attualità, in merito ai noti fatti di Roma, io vorrei farti un elenco di che cosa secondo me è violento, perché il termine "violenza", tanto abusato in questi giorni, ha tante sfumature di significato.
1) è violento sapere che questa società non premia in alcun modo chi si impegna, chi è onesto, chi è "una brava persona", ma solo chi è furbo, chi è paraculo e chi sa farsi strada con mezzi e mezzucci
2) è violento sapere che il ruolo delle donne in questa società è relegato a quello di cortigiane, pronte a svendere il proprio corpo e a mettersi a disposizione del capetto di turno per ottenere qualsivoglia risultato
3) è violento chi ti costringe a lavorare a progetto, a partita IVA e ad essere flessibile nella accezione di "schiavo", non in termini di vera libertà di gestione del tuo lavoro
4) è violento sapere che questi giovani non avranno un futuro che si potranno costruire da soli, con le proprie energie e coi propri sforzi, perché un futuro non ce l'ho manco io, che ho già una decina di anni in più e fatico da sempre per una piccolissima affermazione nella società
5) è violento che taluni (e tu ne sai qualcosa) per far valere i propri diritti lavorativi debbano ricorrere ai tribunali
6) è violento rinchiudere i migranti nei CIE (campi di concentramento, né più né meno)
7) è violento vedere un Ministro della Repubblica o un Sindaco (per giunta col passato e la militanza che si ritrovano entrambi!) deridere, attaccare, sopraffare e intimidire chiunque non sia allineato sulle loro posizioni
8) è violento che un movimento che da due anni è in piazza, e il più delle volte pacificamente, composto da studenti, lavoratori, ma anche professori e ricercatori, non sia mai stato ascoltato, è violento essere sordi, non volere provare a capire le ragioni dell'altro, ma solo procedere per slogan ("siamo contro i baroni", "premiamo la meritocrazia"....)
9) è violento pensare alla res publica come una res privata
10) è violento vedere quella gran massa di reietti, talvolta, ahimé, analfabeti di ritorno, che se stanno blindati con le loro scorte nel Parlamento (che, comunque, dovrebbe essere la casa di TUTTI gli Italiani, non la residenza privata dei malfattori) dare uno spettacolo come quello di tre giorni fa.
A fronte di tutto questo, vogliamo scandalizzarci di cosa? Dei sanpietrini o delle vetrine rotte? Dei bancomat danneggiati o delle commesse spaventate dei negozi di Via del Corso? Ma ringraziamo la civiltà che questo suolo che calchiamo conosce da 2500 anni, perché io sinceramente mi chiedo come ciò non accada ogni giorno, e non solo per le strade, ma sui posti di lavoro, ovunque. Perché si meravigliano del fatto che il popolo bue si stia svegliando? Quanto pensano di poter tirare la corda impunemente?
Stabiliamo che cosa è più violento, perché la violenza è multiforme, ed io, alcuni di quei punti che t'ho elencato sopra, li ho provati sulla mia pelle e mi sono sentita tanto violentata, ma è possibile che nessuno lo capisca?
Un abbraccio

1 commento:

Me ha detto...

Io non ce l'ho con coloro che siedono in parlamento e se la prendono legittimamente con chi fa violenza (legittimamente vista la posizione che ricoprono ed il ruolo che hanno), pretendono una condanna morale di questi atti (cose di per sè comunque idiotica e demagogica).

Me la prendo con chi fa finta di essere garantista e dice che non bisogna prendersela solo con Berlusconi quando vengono fatte leggi che aiutano i mafiosi (gente che ammazza).

Eh sì, parlo proprio di loro.