martedì 11 gennaio 2011

Battisti da noi, un angelo in Brasile

L'altro giorno Michele Serra lamentava nel comportamento dei francesi filobattistiani una certa stupidità di fondo. Onestamente mi sfugge perché l'ex direttore di Cuore sia spesso così sfrontatamente senza pudore alcuno: che almeno faccia esercizio mentale, e cerchi di ricordarsi le travi di casa nostra.
Senza scomodare il fatto che in quello stesso quotidiano scrive il mandante dell'omicidio di un poliziotto - condannato in via definitiva!, basti segnalare che quando nacque il "caso Battisti" gli italianissimi bambini di Wu Ming (quelli che lavorano per la berlusconiana Einaudi, per intenderci) avevano addirittura fatto una raccolta di firme per questo ripugnante criminale.
Del resto, anche Erri De Luca ha sempre assunto un comportamento sgradevole per quanto riguarda il terrorismo nostrano: basti leggere la terrificante intervista concessa nel 2004 a Sabelli Fioretti, confermata nel 2005 sul Corriere della Sera, per nulla modificata in questa salottata concessa nel 2010 all'ottimo Alex Zanardi nel palcoscenico scientifico di E se domani.
Altri esempi e contraddizioni potrebbero riempire pagine e pagine di questo blog.
Basta riassumere il tutto con un pensierino banale banale: finché avremo questa sinistra, questi figli di questa sinistra, questo giornalismo così gutturale e poco ragionato, resteremo fermi su noi stessi. Eddài, non credo costi tanto dichiarare che i terroristi neri-rossi-bianchi-blu siano stati e restano delle monumentali teste di cazzo. Non cambia le cose, ma almeno va dritto nel fondo della questione... no?!

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