venerdì 21 gennaio 2011

rimedio oltre l'ostacolo

Fa quasi tenerezza la totale assenza di vera politica in Italia: non è più neanche un incubo, ma uno status quo cui ci siamo così abituati, che magari quando dovremo forzatamente tornare a farla, ci troveremo impreparati, o addirittura spaventati.
Terminando ormai l'immensa e interessantissima autobiografia di Tony Blair (ne avevo parlato già qui). si colgono alcuni ingredienti nodali utili anche per noi se volessimo cercare di riprendere in mano il timone del paese: innanzitutto non attacca mai né i giudici né i giornalisti (e di gatte da pelare ne ha avute il nostro sorridente scozzese); secondo poi, rispetta sempre l'avversario; terzo, se ritiene il partito in pericolo, è pronto a trovare una soluzione che salvi sia lui che il partito... incidentalmente: non parla mai di Berlusconi (né in bene né in male) come frettolosamente aveva scritto qualcuno dei "nostri".
In più, Blair ha il senso delle proporzioni e dell'urgenza: se in uno specifico momento non ha senso scendere in futili polemiche, o buttarla in caciara, o dire "cacca" tanto per aprire bocca, Blair sta dentro l'invisibile linea del buon senso; senza cioè andare a sfrugugliare quello che in quel momento è meglio lasciar perdere.
Ovvio che ci voglia un minimo di senso di responsabilità, oltre che un grande senso nazionalpopolare del comprendere i limiti non scritti della decenza e dell'arbitrio.
Ebbene, qui da noi siamo arrivati a un livello tale di coglionaggine, che un inviato italiano in terra Usa (di dichiarata posizione conservatricesinistrorsa) sia felice se un giornalista americano abbia deriso Vendola con un articolo sul Washington Post basato esclusivamente su arbitrarie collazioni irriverenti cazzeggiate da un blogger di sinistra che scrive per un giornale berlusconiano.

per l'immagine © Giuseppe Lo Bocchiaro

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