venerdì 4 febbraio 2011

black out elettrico Rai:
servono investimenti e organico nei servizi tecnologici

Lunedì mattina si è consumato l’ennesimo sfregio all’immagine aziendale, quando un black-out della centrale elettrica di Teulada ha provocato l’assenza di erogazione di energia in tutto il cespite: spenti gli studi, spenti i server aziendali, bloccati i servizi intranet e la posta elettronica aziendale, oltre che tutti i siti internet Rai, gravi ripercussioni per un’ora e più sul digitale terrestre.
Pur essendo stata individuata la causa del malfunzionamento, non è ancora chiara la dinamica dei fatti, in quanto il mancato supporto dei gruppi di emergenza (entrati in azione ma senza effetto per una serie di carenze già segnalate dai Colleghi e mai
affrontate seriamente dall’azienda) ha appesantito il danno. Ricordiamo che la manutenzione ordinaria è affidata da tempo a ditte esterne. Da anni l’azienda tenta l’esternalizzazione dell’intero servizio (a partire dalla DEAR), scelta più volte criticata dai Sindacati, provocando una forte carenza di investimenti in apparecchiature, infrastrutture e personale. Quanto successo è la riprova dell’errore grave di valutazione che portò due anni fa alcuni dirigenti a dichiarare che il servizio era buono e non presentava carenze e pericolosi deficit.
Inoltre risulta evidente l’importanza di ascoltare il personale interno ed affidarsi alla sua esperienza e dedizione dimostrata ancora una volta in questa emergenza annunciata (chi era in servizio è rimasto per più di 12 ore).
Quanto accaduto è causa della mancanza di programmazione in investimenti
determinanti per il funzionamento dell’azienda, questo negli ultimi anni ed ancora più pesante nel piano industriale 2010-2012, è un segnale chiaro di quanto sia miope affidare all’esterno servizi vitali per il funzionamento della RAI (la società che gestisce non lo farà per beneficenza, due sono i modi: pagare poco il personale scarsamente qualificato e ridurre gli interventi di manutenzione del sistema).
Lo stesso comunicato diramato dalla Rai è il segno inequivoco di un modo raffazzonato di gestire e dire le cose. La Rai non può essere esposta al pubblico ludibrio, non può continuare a pagare con la propria immagine l’incompetenza di chi la gestisce per delle incaute scelte politiche.
Dalle OO.SS va un plauso ai lavoratori che con la loro professionalità hanno ridotto al minimo il disservizio, ciò che non sarebbe stato in presenza della conduzione in appalto della centrale.

Roma 4 febbraio 2011
SLC CGIL - UILCOM UIL -
UGL TELECOMUNICAZIONI - SNATER - LIBERSIND CONFSAL

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