venerdì 25 febbraio 2011

lezioni di vita per poveri illusi

Straordinario, letteralmente straordinario: guardare dalla finestra il mondo che si muove, ed essere impossibilitato a seguirlo come vorrei, mi dà sempre uno strano senso di euforia, che in genere dovrebbe scaturire nell'impotenza, e che invece si trasforma in lunghe e divertite ponderazioni.
Insomma, le cose vanno anche senza che mi metta in mezzo tra chissà cosa, senza che il mio ruolo anche di assente abbia un certo significato. Se quando avevo vent'anni poteva farmi soffrire, adesso mi diverte, e non in maniera consolatoria. Presunzione a go-go? Sarà: ma vorrei fare tante cose, che una vita sola non basterebbe; stare fermo con la gamba convalescente, poi, limita ancor più l'immaginazione.
Fatto sta che la cosa che mi fa più sorridere sono i miei colleghi: rompono letteralmente i coglioni dalla mattina alla sera sui loro diritti (inequivocabilmente legittimi e ahimé carenti), mi chiedono continuamente di intervenire su questo torto o quella difficoltà - costringendomi a mettere a repentaglio il mio già precarissimo rapporto con l'azienda, addirittura alcuni non prendono certe scelte se non dopo aver ascoltato anche i miei consigli... eppure, eppure... insomma, pretendono legittima considerazione, hanno la voglia stampata in fronte di essere individuati e gratificati, voglia quasi egeliana mi verrebbe da dire... eppure, a questo pretendere, a questo succhiare energia dagli altri, cosa dovrebbe corrispondere?
Be', teoricamente tanto; fattivamente nulla. Assolutamente nulla.
Per carità, non appartengo a quelli che danno per ricevere, altrimenti avrei cessato da anni il mio donare: però è dal 14 febbraio che sono di nuovo incasinato con la mia gamba, e a nessuno è venuto in mente di farsi vivo. Se due anni fa credevo in un complotto libico nei miei confronti, ho visto e constatato poi che sono così anche tra loro. Un po' come in un girone dantesco: pretendono e urlano diritti e privilegi, guardando però sempre e solo i propri piedi piombati.
Ma che razza di persone stiamo diventando?

Nessun commento: